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Tank Abrams M1, cosa sono e perché Joe Biden li ha chiamati "i carri armati più potenti al mondo"

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Contenuto originale di Il Giornale d'Italia
Nelle ultime settimane si è molto parlato dei carri armati statunitensi Abrams M1 e oggi Biden ha confermato l'invio di 31 pezzi all'Ucraina. Quali sono le qualità dei tank che sono stati definiti dal presidente Usa "l'equivalente di un battaglione ucraino"?
Carri armati Abrams M1, dettagli tecnici
Utilizzati nella prima Guerra del Golfo, in Afghanistan e in Iraq, pesano 62 tonnellate e sono dotati di motori a reazione diretta ed equipaggiati con un cannone da 120 millimetri, capace di distruggere un edificio a quasi quattro chilometri di distanza. Raggiungono una velocità di 70 km all'ora.
Hanno una corazza di uranio impoverito per impedire la penetrazione di proiettili Heat (High-explosive anti-tank), un esplosivo ad alto potenziale studiato proprio per distruggere i carri armati. Soprattutto, gli Abrams sono progettati per resistere ad attacchi nucleari, biologici e chimici.
Al momento l'esercito americano dispone di circa 4.400 Abrams, mentre la marina ne ha in dotazione 400.
Tank Abrams, i "carri armati più potenti al mondo"
Il tira e molla sui carri armati Abrams, la crema dell'artiglieria pesante statunitense, è durata diverse settimane. Gli Usa si giustificavano dicendo che gli ucraini erano abituati a usare carri armati di fabbricazione russa, mentre gli Abrams hanno una concezione molto diversa. Sono più sofisticati, considerati difficili da manovrare a da mantenere se non dopo uno specifico addestramento.
Oggi Biden, nel discorso in cui ne annunciava l'invio di 31 al fronte ucraino, ha specificato che gli States forniranno anche equipaggiamenti e addestramenti necessari per sfruttarli efficacemente. Altri però ritenevano che le ragioni degli Usa per non mandare i loro carri armati migliori di ultima categoria fossero altre.
Alcuni analisti ipotizzavano che una fornitura di artiglieria di questa portata, combinata con i Leopard 2 tedeschi sbloccati oggi, potesse portare ad un'escalation. Anche su questo punto il presidente americano ha voluto mettere le mani avanti e dire che la fornitura di Abrams non è da intendere come "una minaccia alla Russia".


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