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Qatargate, Cozzolino rifiuta l'immunità parlamentare: "Bruxelles ha un sistema della giustizia inquisitorio"

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Contenuto originale di Il Giornale d'Italia
Oggi Andrea Cozzolino ha rifiutato l'immunità parlamentare alla prima audizione commissione Giustizia Juri del Parlamento europeo per la revoca. L'europarlamentare si dichiara estraneo al giro di tangenti che ha sconvolto il Parlamento Europeo.
Cozzolino rifiuta l'immunità parlamentare
Oggi l'europarlamentare del Pd Andrea Cozzolino si è presentato alla prima audizione della commissione Juri del Parlamento Europeo che deve discutere se revocargli l'immunità parlamentare. Scortato dagli avvocati Federico Conte, Dezio Ferraro e Dimitri de Beco è venuto incontro ai giudici dichiarando di voler voler rifiutare il diritto all'immunità parlamentare.
L'aveva già affermato prima, ma davanti alla commissione ha un peso diverso: loro devono valutare se le accuse contro di lui sono abbastanza gravi o circostanziate da rimuovergli l'immunità. Gli avvocati hanno comunque "contestato le ipotesi investigative alquanto generiche formulate a suo carico" e ribadito che la rinuncia avviene "al fine di consentire l'accertamento della verità dei fatti e di sollevare i membri del Parlamento dalla pressione dei media."
Dicono inoltre che il loro assistito "ha spiegato e dimostrato come la propria attività parlamentare a Bruxelles relativamente alle vicende del Qatar e Marocco è totalmente incompatibile con l'ipotesi di una sua partecipazione a una rete di influenza in favore di questi Stati."
I prossimi passi giudiziari sono il voto della commissione Juri il 31 gennaio sulla revoca sua e del collega Marc Tarabella. Poi la parola passerà poi alla plenaria dell'Eurocamera, che dovrebbe esprimersi in via definitiva durante la sessione di febbraio a Strasburgo.
Cozzolino contro il Belgio: "sistema con modello inquisitorio"
Gli avvocati riportano che Cozzolino ha risposto ad un paio di dilemmi durante l'audizione. Innanzitutto, ha cercato di spiegare le mail sul Qatar dicendo di non esserne stato a conoscenza: "Il testo della mail inviata dal mio indirizzo prima della votazione al testo sul Qatar è stato preparato e diffuso senza il mio preventivo assenso dal mio ex collaboratore Francesco Giorgi".
Per quanto riguarda il Marocco invece ribadisce che Abderrahim Atmoun, ambasciatore marocchino in Polonia presunto emissario del paese nordafricano, è solo un collega. "Contrariamente a quanto riportato dalla stampa però non ho mai presentato una risoluzione urgente in favore del Marocco" - continua- "anzi l'unica che ho sottoscritto è del giugno 2021 e conteneva una severa critica allo Stato marocchino in relazione alle vicende migratorie".
Cozzolino si scaglia contro l'intero sistema giudiziario belga per i metodi e le pressioni ricevute definendolo "ispirato ad un modello inquisitorio". Sostiene vi sia una "profonda differenza" con quello italiano perché Bruxelles "mette gli investigatori in condizione di compiere attività che in Italia sarebbero possibili solo alla base sulla base di elementi concreti."
Poi ha evidenziato che "dinnanzi al nostro parlamento nazionale, quello italiano, una richiesta di revoca dell'immunità siffatta sarebbe negata per la sua genericità". Cozzolino ha poi denunciato di essere oggetto "da oltre un mese di una violenta campagna stampa che sta devastando me e la mia famiglia sulla base di un mero sospetto."


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