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Via Klain, ora Biden si affida allo Zar del Covid

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Di Roberto Vivaldelli
Sarà Jeff Zients, lo “zar del Covid”, il nuovo Chief of staff della Casa Bianca. Ex funzionario dell’amministrazione Obama e stretto collaboratore del presidente Joe Biden, Zients è stato il regista della gestione della pandemia per l’amministrazione democratica, ruolo rispetto al quale ha ottenuto vari riconoscimenti ed elogi interni per le sue capacità gestionali e per come è riuscito a tenere sotto controllo la pandemia dopo i mesi “turbolenti” di Donald Trump a cavallo tra il 2020 e l’inizio del 2021.
Ora è stato scelto dalla cerchia del presidente per sostituire il potente Ron Klain nel ruolo di capo dello staff. Come sottolinea Politico, Zients ha ricoperto una serie di posizioni di alto livello durante le presidenze Obama e Biden e ha la giusta esperienza per ricoprire il ruolo di capo dello staff in un momento molto difficile per il presidente: dovrà infatti occuparsi di dossier controversi come l’indagine del procuratore speciale sui documenti classificati classificati trovati nell’ex ufficio e nel garage dell’abitazione dell’inquilino della Casa Bianca.
Cambio al vertice della Casa Bianca
Joe Biden ha attribuito a Zients il merito di aver messo “decenni di esperienza manageriale al lavoro nella formulazione e nell’esecuzione di un piano per costruire l’infrastruttura di cui avevamo bisogno per fornire vaccini, tamponi, cure e mascherine a centinaia di milioni di americani”.
Durante l’amministrazione Obama, il manager al servizio della politica è stato inoltre direttore ad interim e vicedirettore dell’Office of the Management and Budget: la speranza dell’amministrazione dem è che le sue solide relazioni nella comunità degli affari possano rappresentare una risorsa per la Casa Bianca.
Il neo Chief of staff è stato in precedenza co-presidente del team di transizione di Biden e ha lavorato presso Facebook, The Advisory Board Company e Ceb. Sebbene abbia una grande esperienza amministrativo-gestionale Zients, 56 anni, pecca tuttavia sotto il profilo politico e deve guardarsi dall’ala radicale del partito che non lo vede di buon occhio.
I liberal contro Jeff Zients: “Ha fatto soldi grazie alla sanità”
Sebbene abbia coltivato una vasta gamma di relazioni all’interno dei circoli democratici, scrive sempre Politico, Zients è infatti oggetto di crescenti critiche da parte dell’ala progressista del partito per la sua gestione della pandemia, che avrebbe lasciato indietro e trascurato le minoranze. Il Center for Economic and Policy Research (Cepr) e Public Citizen, due think tank liberal con sede a Washington, Dc, si sono opposti apertamente all’incarico del manager come “zar del Covid“, accusandolo di non aver fatto abbastanza sull’obbligo di indossare le mascherine e di non aver agito in maniera efficace nel distribuire abbastanza rapidamente i vaccini all’estero.
“Jeff Zients ha fallito e il mondo ne ha pagato il prezzo”, ha dichiarato il presidente di Public Citizen Robert Weissman nel marzo 2022. “Gli americani sono sconvolti dal profitto nel settore sanitario: Jeff Zients è diventato sorprendentemente ricco grazie ai profitti che ha fatto in questo campo”, ha dichiarato il direttore esecutivo del progetto Revolving Door Jeff Hauser in una dichiarazione.
È probabile che la scelta di Zients deluda inoltre anche i progressisti che vedevano l’uscita di scena di Klain come un’ottima opportunità per Biden di nominare una donna o un afroamericano come suo capo dello staff. Nel frattempo, rimane poco chiaro il motivo che ha portato a questo cambio al vertice.
Klain, avvocato e lobbista a lungo consigliere di Joe Biden, è stato un capo di gabinetto longevo. In precedenza ha ricoperto lo stesso ruolo per Biden quando era vicepresidente durante l’amministrazione Obama, oltre ad essere stato consulente e autore dei discorsi per le campagne presidenziali del 1988 e del 2008 dello stesso senatore del Delaware. Perché in un momento così difficile Biden ha rinunciato al suo fidatissimo collaboratore per affidarsi a un manager senza grande esperienza politica? Lo “zar del Covid” saprà essere all’altezza?
Da questa scelta dipenderà la campagna per la rielezione del presidente americano che, con l’inchiesta del procuratore speciale sui documenti classificati alle porte, rimane sempre più in bilico.


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