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Come negli Stati Uniti, l’artista Andrea Spinelli dipinge i processi in Tribunale

#23Gennaio  #NewsLavoro  #Arte 

Contenuto originale di Vanity Fair Italia
Nelle serie tv e nei film statunitensi che prevedono qualche scena ambientata in Tribunale il courtroom sketch artist non manca quasi mai. È il disegnatore delle aule dei Tribunali, letteralmente, ma in italiano potremmo forse chiamarlo «illustratore giudiziario»: il suo lavoro consiste in buona sostanza nel ritrarre dal vivo ciò che accade di rilevante in un processo.
Negli Stati Uniti è una tradizione di vecchia data, risalente al diciannovesimo secolo e ancora in auge soprattutto quando fotografi e cameraman non sono ammessi in aula. A portare per la prima volta in Italia questa forma di reportage artistico e giornalistico è stato Andrea Spinelli, classe 1990, artista e live painter originario di Arluno, in provincia di Milano.
È stato lo stesso Spinelli a proporre al Tribunale di Milano l’idea, che ha preso forma nell’estate 2022 guardando un documentario crime sulle Bestie di Satana con le immancabili riprese nelle aule giudiziarie. «Dentro di me pensavo che mi avrebbero preso per matto, invece il Presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia mi ha risposto entusiasta», racconta Andrea. «Prima di iniziare abbiamo avuto un breve incontro nel quale gli ho mostrato alcuni miei lavori, che ha definito “molto efficaci”».
Quando propone il progetto via email a Palazzo di Giustizia, infatti, Spinelli ha già una certa esperienza con l’arte e soprattutto con il live painting, il disegno dal vivo. Già alle scuole medie mostra un precoce talento per il disegno, che si traduce spesso in schizzi e illustrazioni dal sapore dark. Negli stessi anni «nasce anche la mia passione per la musica e inizio a suonare la batteria. Per diversi anni ho girato con la mia band per i locali, costruendomi una rete di contatti nell’ambiente musicale. Quando il gruppo si è sciolto e alcuni problemi fisici mi hanno impedito di continuare a suonare, ho cercato un modo per rimanere nel mondo della musica live, pur senza esibirmi». Recupera così la vecchia passione per il disegno, che nel tempo era passata in secondo piano, e la porta sotto il palco. «Mi sono specializzato nel ritrarre i concerti, negli anni ne ho fatti oltre 400. Da qui si sono sviluppate altre attività sempre legate al disegno: live painting di eventi aziendali, matrimoni... fino ad arrivare al Tribunale, un punto che non avrei mai raggiunto se non avessi questo percorso alle spalle. Tra l’altro spesso, mentre dipingevo sottopalco durante qualche concerto, le persone mi si avvicinavano dicendo: “Sai che mi ricordi tantissimo quei tizi che nei film americani fanno i ritratti nei Tribunali?”. Anche questo mi ha poi dato la spinta per scrivere al presidente Roia».


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