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Il 23 gennaio 1932 usciva il primo numero della Settimana Enigmistica

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Il 23 gennaio 1932, dunque esattamente 91 anni fa, usciva il primo numero de La Settimana Enigmistica, «la rivista di enigmistica prima per fondazione e per diffusione» che, come recita una sua famosa dicitura, «vanta innumerevoli tentativi di imitazione». Il primo numero, uscito di sabato, aveva 16 pagine e costava 50 centesimi di lire. Oggi la rivista esce di giovedì ha 48 pagine e un prezzo di 1,90 euro. Per il resto, tutto come allora, con i suoi numerosi giochi e passatempi, dalle parole crociate, ai rebus, fino agli enigmi e ai quiz, senza dimenticare curiosità e barzellette.
La rivista fu ideata da un conte sardo
A ideare La Settimana Enigmistica fu un nobile sardo: Giorgio Sisini, Conte di Sant’Andrea e figlio del fondatore del Rotary Club di Sassari. Laureatosi in ingegneria a Liegi, si occupò dei possedimenti di famiglia fino al 1930, anno in cui decise di trasferirsi a Milano nonostante la disapprovazione del padre. Qui, in un minuscolo appartamento preso in affitto con la fidanzata (e poi moglie) austriaca Idell Breitenfeld, ideò La Settimana Enigmistica, prima rivista del genere in Italia, che pubblicò per la prima volta il 23 gennaio 1932. Unico redattore, il conte Sisini curava agli albori sia la parte grafica che i contenuti.
Un’attrice messicana sulla prima copertina
Sulla copertina del primo numero, secondo un’idea ripresa dal giornale di enigmistica austriaco Das Rätsel, campeggiava l’immagine dell’attrice messicana Lupe Vélez, disegnata sagomando le caselle nere del cruciverba. La tiratura del primo numero fu di ben 6 mila copie, con la testata praticamente identica a quella odierna. La Settimana Enigmistica viene pubblicata a cadenza settimanale quasi ininterrottamente da 91 anni. Appena due le interruzioni: i numeri 607 e 694, rispettivamente del 1943 e 1945, entrambi non usciti a causa degli eventi bellici (ma pubblicati in seguito).
I decenni passano, la rivista rimane la stessa
La testata è rimasta pressoché identica, ma non è questa l’unica costante. La Settimana Enigmistica, ad esempio, ha la caratteristica di non accettare pubblicità al suo interno, agli inizi come oggi. La testata può assumere uno fra i seguenti tre colori: blu, verde e rosso, che si alternano nell’ordine indicato. In copertina, a partire da Lupe Vélez, sempre uno schema di parole crociate con la foto di un personaggio famoso: sui numeri pari della rivista è di sesso maschile, in quelli dispari femminile. E con il progredire delle uscite settimanali l’immagine ruota in senso orario agli angoli del cruciverba, tornando nella stessa posizione dopo quattro numeri.
Gli sketch con Ferrini e Arbore
In spiaggia, sul tram, in treno, nelle pause del lavoro, a casa sul divano: i giochi e i passatempi de La Settimana Enigmistica sono parte integrante del costume italiano. Anche grazie all’apporto di importanti enigmisti, tra i quali è sempre spiccato Piero Bartezzaghi (scomparso nel 1989, il figlio Alessandro è dal 2022 direttore della rivista). La reputazione delle rubriche della Settimana Enigmistica negli Anni Ottanta generò un personaggio televisivo interpretato dal comico Maurizio Ferrini all’interno del programma cult Quelli della notte, condotto da Renzo Arbore: un opinionista formatosi proprio con le informazioni “carpite” dalla rivista, della quale citava notizie con tanto di numero di pubblicazione, non verificabili però in quanto risalenti agli albori del settimanale.
Tag43 vi dà il buongiorno con uno sketch di Ferrini e Arbore, con protagonista proprio La Settimana Enigmistica: è meglio l’impermeabile o l’ombrello?


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