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Nicole Thalìa, da Cinecittà a Windsor: “Sognate senza barriere”

#22Gennaio  #Interviste 

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Non bisogna mettere limiti ai propri sogni. È questo il motto di Nicole Di Gioacchino, in arte Nicole Thalìa, cantante romana che, ormai da dieci anni, vive a Londra. Una città che le ha permesso di esprimere la sua arte e che le ha donato opportunità straordinarie. E una di queste si potrebbe definire addirittura “surreale”: cantare al matrimonio reale del Principe Harry e Meghan Markle. “Non so com’è successo che gli astri si siano uniti e mi abbiano fatta arrivare fino a qui, però me la godo” pensava mentre intonava le note di Stand by Me di fronte alla Royal Family e al mondo intero. Nicole ha capito sin da piccolissima dove sarebbe voluta arrivare e niente e nessuno l’ha potuta fermare. Una vita fatta di sacrifici che però rifarebbe perché quello che ha è solo frutto del lavoro fatto fino ad oggi. Tra poche settimane partirà per un tour tra Stati Uniti e Canada e poi la rivedremo negli stadi a fianco di Marco Mengoni. Nicole si è raccontata ai nostri microfoni in una lunga intervista: dall’amore a prima vista per Céline Dion al sogno di potersi esibire a Madison Square Garden. Ecco le sue parole.
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Nicole Thalìa cantante: “Marco Mengoni è una persona speciale”
Da dove nasce la tua passione per il canto? Quando ti sei accorta che questa sarebbe potuta diventare la tua strada?
Avevo circa cinque anni quando ho chiesto a mia madre di poter fare lezione di canto. Ciò che ha fatto scaturire la mia passione è stato il film Titanic, fa ridere lo so, ma è così. Io e mia mamma eravamo andate al cinema a vederlo e quando ho sentito Céline Dion sono impazzita. Ho detto: “Io voglio cantare come lei”. Mi sono iscritta in una scuola davanti casa e ho iniziato a fare lezione con la cantante lirica Fierina Federici. Da piccola ero molto riservata. Per questo i miei genitori mi spingevano a fare performance in pubblico, ad esempio nei resort, mentre eravamo in vacanza. Un giorno in Sardegna, nello stesso villaggio in cui alloggiavo con la mia famiglia, c’era il direttore della Scala di Milano che mi ha sentita cantare e ha detto ai miei genitori: “Ma lo sapete che talento ha vostra figlia?”. Da lì si sono resi conto quanto fosse importante continuare su questa strada. Mi sono poi iscritta al Cinecittà Campus, una scuola diretta da Maurizio Costanzo, e lì ho conosciuto Maria Grazia Fontana che è diventata la mia vocal coach privata fino ai 18 anni. Sono entrata nel suo coro gospel, SAT&B, e ho cominciato a fare moltissime esperienze. Ho lavorato a Domenica In, ho preso parte al concerto di Giorgia all’Auditorium, ho fatto un tour con il 68 Italian Rock Musical, sono stata selezionata per il Musical dei Promessi Sposi e nel 2010 ho partecipato a X Factor. Poco dopo ho capito che dovevo andare all’estero.
Perché hai deciso di andare all’estero e perché hai scelto proprio Londra?
È una cosa che ho sempre saputo di dover fare. In Italia secondo me il lavoro da cantante non viene visto come lavoro, e quindi non viene retribuito come tale. Londra era la seconda opzione, all’epoca era una questione più di logistica. Avevo 19 anni e Londra era il posto più vicino in cui potevo andare, in più la conoscevo già perché ci ero stata diverse volte con la mia famiglia. Sarebbe stata l’unica città in Europa che avrebbe potuto competere con una città come New York.
Sui social, su TikTok in particolare, mostri il dietro le quinte del tuo lavoro. Da dove è nata l’esigenza di raccontarti alle persone?
Sono sempre stata molto appassionata dei social. Instagram è la piattaforma che ho usato di più perché mi piace molto la creatività che si cela dietro a una foto, poi sono approdata su TikTok. Oltre alla musica, sono molto appassionata di moda e viaggi e mi piace raccontare anche questo lato. Non c’è un particolare motivo per cui faccio video. Tante persone criticano i social, ma secondo me se utilizzati nel modo giusto sono uno strumento molto utile e divertente.
Come si svolge una tua giornata tipo durante un tour?
Innanzitutto la mattina lavoro sulla voce. Uso il nebulizzatore per reidratare le corde vocali, faccio un po’ di esercizi, se in hotel c’è la possibilità faccio anche il bagno turco perché fa benissimo. Tutto poi comincia dopo pranzo, si fa il soundcheck e inizia la routine di trucco e parrucco. In alcuni casi, come nel tour di Marco Mengoni, abbiamo persone che ci aiutano, altre volte no. Dopo l’esibizione o si torna in hotel, oppure si rimane un po’ lì, dipende da come è andato lo show e da quanto siamo stanchi.
Quest’estate hai preso parte al tour di Marco Mengoni in qualità di sua corista, che tipo di esperienza è stata?
È stata un’esperienza bellissima. Marco è stato uno dei pochi cantanti italiani di cui sono sempre stata fan, sin dal suo esordio ad X Factor. È stata un’esperienza particolare da diversi punti di vista. Non cantavo in Italia da dieci anni e non ho mai pensato che ci fosse una porta aperta per me e con Marco è stato così. Nel 2018 ho conosciuto Ivonne, l’altra corista di Marco, anche lei di Londra, mi ha raccontato che lavorava per lui e io le ho detto che ovviamente lo conoscevo. Ad aprile di quest’anno mi ha scritto e mi ha detto: “Guarda che ti ho trovato lavoro per i prossimi due mesi”. Ha mandato direttamente il mio video a Marco e lui è impazzito. È stata un’esperienza che mi ha fatto un po’ ricredere sull’idea di lavorare in Italia.
Come ti sei trovata con Marco?
Marco è una persona molto speciale, ha voluto che fossi completamente me stessa, e questo non succede mai. Quando lo incontri sembra un amico di scuola che non vedevi da 10 anni, dopo tre secondi che ci siamo conosciuti sembravamo due scemi. È una persona divertentissima, adora mia madre e io adoro la sua. Lui non ci ha considerati solo come coristi, ci ha lasciato il nostro spazio sul palco e ha anche voluto fare un duetto con me, questo dimostra il fatto che non abbia proprio ego. Non avrei potuto trovare ambiente migliore per tornare in Italia.
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Nel corso della tua carriera hai lavorato con alcuni dei più grandi nomi del panorama italiano e internazionale. I Pooh, Giorgia, Demi Lovato, Dua Lipa, Tom Jones, solo per citarne alcuni. Qual è la collaborazione di cui vai più fiera?
Ci sono diverse collaborazioni che mi porto nel cuore. Sono molto affezionata a quella con i The Who, una nota rock band inglese, perché sono sempre stata una rockettara dentro. L’esperienza più divertente è stata quella con Demi Lovato agli MTV Awards nel 2017. A livello personale, invece, non posso non citare quella con Tom Jones con il quale ho fatto diverse performance. E infine la più bella in assoluto è stata quella con Gladys Knight all’Hollywood Bowl a Los Angeles.
Nicole Thalìa Harry e Meghan: “Cantare al loro matrimonio è stato surreale”
Nel 2018 sei stata l’unica cantante italiana ad esibirsi al matrimonio reale del Principe Harry e Meghan Markle. Com’è arrivata questa opportunità?
È nato tutto dalla chiesa pentecostale di cui faccio parte a Londra. Una delle mie migliori amiche mi aveva invitato ad andare a vedere una delle loro messe. Ho capito che mi trovavo bene e ho continuato ad andare. Una dei ministri principali di questa chiesa, Eva Williams, era la segretaria personale dell’allora Principe Carlo. Nel 2017 c’era già stato un accenno sul fatto di poter far parte del matrimonio reale, ma al tempo mi sembrava solo un sogno. Circa otto mesi dopo, la mia amica mi ha fatto conoscere Karen Gibson, la direttrice del coro. Lei sapeva già tutto, ma non poteva ancora dirmi nulla. Due settimane dopo, mentre ero sull’autobus, questa mia amica mi ha chiamata e mi ha detto: “Che piani hai per il 19 maggio?”. E lì ho capito cosa avesse in mente per me. Tra l’altro io sono stata la primissima persona che hanno chiamato per far partire il coro. Eravamo sotto accordo di riservatezza e non potevamo dire niente a nessuno. È stato un periodo surreale. Ero in ansia sul fatto di essere l’unica cantante bianca perché avevo paura di essere vista un po’ come il gettone multietnico, e nell’industria musicale questo a volte succede. Alla fine, però, non c’è stato nessun problema. Quel giorno, dopo la nostra esibizione, quando il pullman ha superato i confini di Windsor, il mio telefono non ha smesso di squillare per ore. Mi hanno scritto persone che non sentivo da tempo, come la mia maestra d’asilo o un ragazza con cui avevo fatto uno scambio interculturale.
Che emozioni ha provato in quel momento? A me sono venuti i brividi solo a guardare i video…
Quando fai questo lavoro sei abituato alla gente, anzi per me più gente c’è più mi gaso, mi rende più nervosa una folla piccola. Il fatto che sapessi che a vederci non c’erano solo le persone in chiesa, ma il mondo intero mi ha reso meno ansiosa. È una di quelle cose in cui dici: “Non so com’è successo che gli altri si siano uniti e mi abbiano fatta arrivare fino a qui, però me la godo”. Mi ricordo che mentre cantavo cercavo di riconoscere chi avevo davanti e vedevo Elton John, Oprah, Beckham…
Come sono dal vivo Harry e Meghan?
Avevo già conosciuto Harry durante gli Invictus Games perché facevo parte di un altro coro, con il quale ho cantato all’apertura e alla chiusura dell’evento. Harry è la persona più normale del mondo, quello che vedi è. Viene, ti stringe la mano, una persona normalissima. Lo stesso vale per Meghan. Ci sono state diciotto versioni del pezzo prima che i duchi di Sussex lo approvassero, quindi abbiamo fatto incontri su incontri con loro. Sono persone dolcissime, erano grate del fatto che noi fossimo lì. Anche se William è stata la mia crush della vita, io sono dalla loro parte!
Dopo aver avuto tutte queste soddisfazioni, ad oggi qual è il tuo sogno?
Ci sono diversi obiettivi che vorrei raggiungere. Uno dei miei sogni più grandi è quello di poter riuscire a cantare o lavorare con o per Céline Dion. Un altro è quello di fare un’esperienza nel mondo Disney, e poter collaborare in qualche modo con il compositore Hans Zimmer. Infine, uno dei posti in cui vorrei fare una performance un giorno è Madison Square Garden a New York. So che questi sono tutti sogni semi raggiungibili perché ho fatto cose più pazze di queste. Penso che si debba essere poco realisti e non mettersi paletti da solo, se non lo sei hai davvero il mondo a disposizione.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Ci sarà un progetto da solista che uscirà in primavera, un po’ in italiano e un po’ in inglese. Tra poco andrò in Canada e poi negli Stati Uniti con The Kingdom Choir, lo stesso con cui ho cantato al matrimonio reale. Durante i mesi di giugno e luglio, invece, sarò in Italia con il nuovo tour di Marco Mengoni negli stadi.
Nicole sei la dimostrazione che quando hai un sogno e fai di tutto per poterlo realizzare, alla fine si avvera. Che consiglio daresti ai giovani che vogliono intraprendere una carriera simile alla tua?
Io penso che si debba sempre obiettivi riguardo alle proprie capacità, ma se si vede che davvero c’è talento e possibilità non bisogna essere realisti. Non bisogna mettere barriere. Non ci sono paesi, religioni, convenzioni che tengano, se devi fare qualcosa lo farai. Se non c’è una porta costruiscitela da solo. Se non vai a bussare, se non vai a cercare, nessuno ti dà niente.


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