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Anticipare il riscatto della laurea e la pensione: ecco cosa c’è da sapere

#21Gennaio  #Economia 

Contenuto originale di Nanopress
Diverse sono le ipotesi da seguire nel momento in cui si decide di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro.
Modi diversi che hanno tempistiche diverse e che quindi hanno dei differenti effetti all’interno dell’assegno INPS.
Riscattare la laurea in anticipo: cosa implica
Sul sito ufficiale dell’INPS chiunque ha la possibilità di utilizzare un simulatore che, proprio come afferma l’istituto stesso “permette di conoscere gli effetti del riscatto del corso universitario di studi sulla futura pensione”.
Numerosi sono i modi attraverso i quali possibili riscattare la laurea, una decisione che può incidere addirittura sull’età pensionabile andando quindi ad anticiparla.
Così facendo un soggetto avrà la possibilità di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro dopo aver accumulato 41 anni e 10 mesi di contributi per quanto riguarda le donne mentre, gli uomini potranno andare in pensione dopo aver lavorato per 42 anni e 10 mesi.
In base a ciò che ricorda il Sole 24 Ore, si tratta di un qualcosa che può essere fatto in anticipo soltanto nel momento in cui non sono stati raggiunti i requisiti di età e se sono stati versati dei contributi prima di aver compiuto 25 anni per le lavoratrici mentre, per i lavoratori, il limite da non superare è quello dei 24 anni.
In base a ciò che sottolinea Il Sole 24 Ore, nel caso in cui un uomo ha versato il primo contributo a 26 anni ed ha riscattato quattro anni di laurea, ha la possibilità di andare in pensione anticipata.
In poche parole e come se il soggetto avessi iniziato a lavorare quando aveva compiuto 22 anni.
Le varie ipotesi per anticipare l’età pensionabile
E’ molto importante sapere che non è un qualcosa che ottiene per tutti gli stessi risultati.
Infatti è presente una versione ordinaria insieme agevolata o a quella agevolata in cui è presente anche un sistema contributivo.
Ognuno di queste prevede una procedura diversa e quindi un differente importo sulla pensione.
Coloro che si sono laureati prima del 1995 vedranno attribuirsi un onere che è calcolato attraverso la regola della Riserva matematica che si basa su tre parametri, ossia età anagrafica, anziana contributiva e retribuzione pensionabile.
Coloro che riscattano la laurea andranno quindi a pagare l’aumento all’interno della propria quota di pensione.
Nel caso in cui l’università è terminata nel 1996, verrà applicato con un criterio diverso e quindi l’aliquota di computo della prestazione pensionistica verrà attribuito alla media pensionabile dell’anno precedente alla domanda in cui si richiede il riscatto.
L’onere sarà poi moltiplicato per tutti gli anni per cui sarà riscattato.
A partire dal 2018 quelle lauree portate a termine nel 1996, possono essere riscattate in forma agevolata attraverso un onere del 33% che viene applicato ad un reddito minimo minimo previsto per determinate categorie, ossia artigiani e commercianti.
In quest’ultimo caso, come scrive Il Sole 24 Ore, il prezzo di questa operazione risulta essere più basso del riscatto canonico anche se è molto importante considerare il fatto che sarà inferiore l’effetto sulla pensione.
Coloro che si sono laureati entro il 1995 ma scelgono di utilizzare un sistema contributivo, possono ugualmente utilizzare il riscatto agevolato.
Un’opzione che risulta essere valida soltanto per coloro che, alla fine del 1995, avevano proceduto a versare almeno un contributo maturando 18 anni di contributi.
Però delle precisazioni devono essere fatte. I lavoratori che hanno un’anzianità successiva al 1995, hanno la possibilità di accedere alla pensione anticipata dopo aver compiuto 64 anni di età ed aver ottenuto 20 anni di contributi effettivi.
Una condizione che si verifica soltanto nel momento in cui la prima pensione non sia più bassa di 2,8 volte del rinforzo dell’assegno sociale.
In poche parole, coloro che rientrano in queste categorie, potranno riuscire ad arrivare molto più in fretta al valore minimo dell’assegno il quale sarà liquidato dall’INPS.
Coloro che scelgono di riscattare la laurea, riescono ad arrivare molto più in fretta al valore minimo dell’assegno il quale sarà liquidato dall’INPS.
Coloro che scelgono di riscattare le laurea conseguite prima del 1996 non hanno la possibilità di accedere ad una pensione contributiva anticipata.


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