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Hollywood e l’omofobia che coinvolse anche Jodie Foster, il libro di Anne Heche svela tutto

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Contenuto originale di Gay.it
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Lo scorso 12 Agosto è morta all’età di 53 anni Anne Heche, attrice che tra fine anni ’90 e primi anni ‘2000, creò scalpore come una delle prime celebrità apertamente bisessuali ad Hollywood.
Star di titoli come So Cosa Hai Fatto, Donnie Brasco, Vulcano, Psycho, e serie come Quantico, Dig, The Brave e All Rise, Heche era ben nota per la sua relazione con Ellen DeGeneres, tra le prime (e poche) storie d’amore pubbliche tra due donne nella storia dello show-biz.
Nel suo secondo memoir (dopo il best-seller Call Me Crazy) Call Me Anne, pubblicato postumo e in arrivo nelle librerie americane il prossimo 24 Gennaio, Heche parla di DeGeneres come “la prima e unica donna di cui si è mai innamorata”. In un estratto esclusivo da People, l’attrice racconta del suo primo incontro e colpo di fulmine con la nota conduttrice americana: “Era così aperta e onesta sulla sua sessualità” scrive nel libro “Era la più attraente e seducente qualità che avessi mai visto in una persona”.
Nel libro, Heche racconta anche delle pressioni di un’industria cinematografica totalmente impreparata ad una donna queer davanti i riflettori: la sua relazione con DeGeneres ha creato non poche divergenze sul set della rom-com Sei Giorni, Sette Notti, con tanto di ramanzina da parte dell’attore protagonista Harrison Ford e il regista Ivan Reitman.
Ad agitare il regista, sarebbero stati i pettegolezzi riguardo un’ipotetica gravidanza tra Heche e DeGeneres, evidenziando come la relazione pubblica tra le due generasse effetti collaterali (nelle sue parole: a pain in the ass).
“Perché non puoi essere come Jodie Foster?” avrebbe chiesto Reitman all’attrice, che racconta: “Non capivo cosa significasse. “Lo sanno tutti” spiegava, e si riferiva alla sua sessualità. Intendeva che lei semplicemente non ne parla“. (ndr. la stessa Jodie Foster farà coming out nell’industria come lesbica nel 2013 sul palco dei Golden Globe).
Nel libro Heche spiega come la sua sessualità fosse considerata un ‘pericolo’ per la ricezione del film, ma anche come nessun tenesse conto della sua relazione, riservata alla mercé dei media senza minimo tatto: “Non importa quanti articoli scrivessero su di me, nessuno mi ha mai chiesto perché l’avessi fatto“. scrive “Qual era la forza che ha portato un essere umano a rischiare tutto quello che le è stato promesso, e la sua intera carriera? Perché? Perché avrei dovuto farlo?”.
L’attrice racconta di non essersi mai definita lesbica, ma solo una donna che si è semplicemente innamorata di un’altra donna, qualcosa che risultava “strano” a lei per prima, senza le giuste parole per descriverlo.
Anne Heche fa riferimento ad un’epoca dove l’invisibilità bisessuale era ancora fin troppo comune, e come l’assenza di termini e rappresentazione, compromettesse la percezione di sé: “Gay non calzava, e nemmeno etero. Qualche volta pensavo che ‘aliena’ fosse la risposta giusta”.
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