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“Putin? Non sono sicuro che sia vivo”, così Zelensky ma il Cremlino smentisce

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Contenuto originale di BlogSicilia – Ultime notizie dalla Sicilia
Il botta&risposta
Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha affermato di non essere sicuro che il presidente russo Vladimir Putin “sia ancora vivo”.
Lo ha detto oggi, giovedì 19 gennaio, a Davos, in Svizzera, parlando alla Victor Pinchuk Foundation, sul tema dei negoziati di pace tra Ucraina e Russia.
Alla domanda, infatti, sui possibili colloqui di pace tra la Russia, Zelensky ha detto: “Questo non è il cinema in cui aspetti l’inizio di un film. Questa è una grande tragedia”. Inoltre, ha parlato della presunta mancanza di coinvolgimento di Putin nei negoziati e si è chiesto se il 70 sia ancora vivo: “Non capisco se lo sia o se sia proprio lui a prendere le decisioni”.
Al momento non ci sono prove a sostegno delle affermazioni di Zelensky sulla morte di Putin. Ieri, tra l’altro, il presidente russo ha partecipato a un incontro con i veterani durante una visita a San Pietroburgo ed è stato fotografato mentre deponeva una corona di fiori nel cimitero commemorativo di Piskaryov, dove sono sepolti 420mila civili vittime dell’assedio e 70mila soldati sovietici. Il leader russo ha deposto dei fiori in una sezione dove suo fratello, morto da bambino durante l’assedio, è stato sepolto in una fossa comune.
Inoltre, la replica del Cremlino sulle condizioni di salute di Putin non si è fatta attendere. Il portavoce Dmitry Peskov ha affermato: “Chiaramente, Zelensky preferirebbe che non esistessero né la Russia né Putin. rima si rende conto che la Russia esiste ed esisterà, meglio sarà per un paese come l’Ucraina”. “Il presidente ha fatto il bagno dell’Epifania nella regione di Mosca – ha aggiunto Peskov – Questa volta non ci sono video o materiale fotografico, riportiamo solo che ha seguito la sua tradizione”.
Infine, la Tass ha riportato oggi, giovedì 19 gennaio, che il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo iraniano Ebrahim Raisi hanno discusso in un colloquio telefonico della situazione in Siria e della cooperazione in materia di energia e trasporti: “È stata toccata la situazione in Siria. È stata rilevata l’importanza di continuare uno stretto coordinamento nel quadro del processo di Astana” come meccanismo per risolvere la situazione nel Paese. Infine, “sono state discusse questioni di attualità delle relazioni bilaterali, compresa la cooperazione nei settori dell’energia e dei trasporti”.


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