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Primo colloquio in carcere per il boss Messina Denaro sorvegliato a vista

#19Gennaio  #CronacadallItaliaedalmondo 

Contenuto originale di Teleclubitalia notizie da Napoli e dall'Italia
L’ex primula rossa, Matteo Messina Denaro ha avuto un primo colloquio con il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia. Tra i due poche battute: il dialogo infatti sarebbe durato solo qualche minuto. “Ho avuto un breve colloquio con Matteo Messina Denaro, -ha dichiarato De Lucia- è durato qualche minuto. Gli ho spiegato che è nelle mani dello Stato e gli ho detto che avrà piena assistenza medica. Lui ha ringraziato”.
Messina Denaro forse in video a udienza stragi
Il boss Matteo Messina Denaro potrebbe partecipare domani in videoconferenza all’udienza del processo ai mandanti delle stragi di Capaci e via D’Amelio in corso davanti alla corte d’assise d’appello di Caltanissetta. A quanto si apprende, nel penitenziario di massima sicurezza de L’Aquila è già stata allestita una sala attraverso la quale si svolgerà il collegamento.
La cella di Messina Denaro, che ha già usufruito della sua ora d’aria, è sorvegliata a vista ed è in un’ala in cui non c’è nessuno. Pare che abbia preferito finora tenere spenta la tv che ha a disposizione. Quando è arrivato nel penitenziario non aveva altri indumenti oltre a quelli indossati, cosi gli è stata fornita della biancheria.
In mattinata lunga visita medica in carcere
Matteo Messina Denaro è stato sottoposto questa mattina ad una lunga visita medica nel penitenziario di massima sicurezza dell’Aquila. L’ex superlatitante, affetto da una malattia, in questi sue prime ore di detenzione al 41 bis si è dimostrato molto attivo e apparentemente sereno. Il boss era stato visitato già ieri mattina nella infermeria del carcere “Le Costarelle” dell’Aquila dal professor Luciano Mutti, primario del reparto di oncologia a gestione universitaria dell’ospedale San Salvatore: è quanto emerge da fonti mediche.
L’incontro sarebbe durato circa un’ora. Secondo quanto si è appreso, nonostante uno strettissimo riserbo, tutte le terapie e le procedure verranno attuate preferibilmente in carcere per ridurre al massimo gli spostamenti in ospedale che farebbero scattare misure di sicurezza molto importanti.


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