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Mieloma multiplo: in arrivo i bispecifici

#19Gennaio  #bispecifici 

Contenuto originale di Focus.it -
Il milelloma multiplo è un tumore del sangue su cui la ricerca farmacologica da anni sta facendo grandi progressi: oltre alle terapie con CAR-T cells, i medici avranno presto a disposizione anche in Italia i nuovi speciali farmaci per il trattamento del mieloma multiplo recidivato e refrattario: gli anticorpi bispecifici. Ce ne parla il dottor Vittorio Montefusco, Responsabile della SC di Ematologia dell'ASST Santi Paolo e Carlo di Milano.
Che cosa sono gli anticorpi bispecifici?
La definizione completa è: anticorpi monoclonali bispecifici. Si tratta di speciali anticorpi prodotti in laboratorio, che hanno la particolarità di essere in grado di riconoscere e legarsi a due tipi di bersagli: uno specifico antigene, ovvero una proteina presente unicamente sulla cellula tumorale che si vuole andare a colpire, e un antigene presente sulla superficie dei linfociti T, ovvero le cellule del sistema immunitario responsabili della distruzione delle cellule tumorali. In pratica, contro il mieloma multiplo l'anticorpo bispecifico è capace di agire come una calamita che avvicina un linfocita T a una plasmacellula tumorale: questa contiguità determina l'attivazione del linfocita T che, a contatto della cellula tumorale, la distrugge.
A quali pazienti è rivolta la terapia?
Gli anticorpi bispecifici sono terapie di nuovissima generazione. Come tutti i farmaci più recenti, sono stati testati e verranno successivamente impiegati – una volta autorizzati anche in Italia –, su pazienti la cui malattia è in una fase più avanzata, anche se la ricerca sta valutando protocolli per pazienti con malattia in fase più precoce.
Nello specifico, di recente l'Unione Europea ha dato la prima autorizzazione a livello mondiale all'immissione in commercio condizionata del primo anticorpo bispecifico per il trattamento di pazienti affetti da mieloma multiplo recidivato e refrattario, che abbiano ricevuto almeno tre linee di trattamento, tra cui un agente immunomodulante, un inibitore del proteasoma e un anticorpo anti-CD38, e che siano in progressione di malattia durante l'ultima terapia.
Come avviene la cura con questo tipo di farmaci?
Gli anticorpi bispecifici potranno essere somministrati (settimanalmente o bisettimanalmente) sia per via endovenosa sia per via sottocutanea. Quest'ultima modalità è molto più comoda per il paziente ed ugualmente efficace. Dalla sede di iniezione gli anticorpi bispecifici si diffondono poi per tutto il corpo.
Quali sono i possibili effetti collaterali?
Gli anticorpi bispecifici sono in grado di attivare in modo importante il sistema immunitario nei confronti delle cellule tumorali. Questa potente attivazione del sistema immunitario ha un aspetto da gestire, ossia il rilascio di particolari sostanze, chiamate citochine, che sono responsabili di sintomi infiammatori (per esempio febbre, dolori muscolari e articolari e malessere generale). Il problema nasce quando il rilascio delle citochine avviene in modo eccessivo e incontrollato: in tal caso, si parla di sindrome da rilascio di citochine (CRS), responsabile di un quadro clinico complesso, di tipo iper infiammatorio, con febbre alta che, nei casi più severi, si può associare a calo della pressione e dell'ossigenazione del sangue, nonché a disturbi neurologi di gravità variabile. La CRS può quindi avere vari livelli di intensità: se poco intensa è ben gestibile. Nella terapia con gli anticorpi bispecifici, il farmaco viene somministrato a dosi crescenti, attivando gradualmente il sistema immunitario: questo rende più facile controllare la CRS, perché si comincia con una dose molto bassa, in modo da valutare la tolleranza del paziente prima di procedere con ulteriori, graduali, incrementi di dose. Sotto il profilo della tossicità, si tratta perciò di un trattamento potenzialmente molto ben gestibile, proponibile a un'ampia platea di pazienti.
Quali sono ad oggi i dati di efficacia di questa terapia?
Considerando che gli anticorpi bispecifici vengono utilizzati in un contesto clinico complesso, con più linee di terapie fallite in precedenza con le principali tipologie di farmaci contro il mieloma multiplo, la percentuale di risposta è molto elevata (80%), con un controllo della malattia nell'ordine di 11 mesi. Ci si aspetta che, anticipando il trattamento, si possano ottenere risultati decisamente migliori.
Inoltre, poiché la storia delle terapie tumorali ci ha insegnato che associando più terapie è possibile massimizzare l'efficacia del trattamento, sono in corso studi che prevedono l'utilizzo degli anticorpi bispecifici in combinazione con altri farmaci.


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