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Marc Jacobs contro Fedez: “Promettevano soldi e numeri ma c’era poca trasparenza”

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Contenuto originale di VeryInutilPeople
Marcell Jacobs ha parlato della sua travagliata vicenda con Fedez, o meglio con la società del rapper a cui l’atleta si era affidato per curare la propria immagine dopo i successi sportici.
In una intervista su La Stampa, il velocista olimpionico ha ripercorso la sua vicenda con la Doom, l’agenzia di Fedez, che un anno fa ha trascinato in tribunale l’atleta medagli d’oro 2020 dopo la risoluzione anticipata del contratto. Nel 2018 Marc Jacobs aveva firmato con il rapper e la sua società di comunicazione un contratto di immagine, affinché lo aiutasse a guadagnare maggiore visibilità mediatica. Il contratto sarebbe scaduto nel settembre dello scorso anno ma Jacobs ha voluto rescindere anzitempo, in quanto “insoddisfatto dei servizi resi dall’agenzia”.
Nell’intervista, Marcell Jacobs ha spiegato i motivi che l’avevano portato ad affidarsi proprio alla Doom, gestita da Fedez insieme alla madre:
“Mi sono trovato davanti a persone che promettevano soldi e numeri. Mi sono affidato. In qualche mese ho realizzato che mi raccontavano come non sono. C’era poca trasparenza”.
Per quanto riguarda la decisione di chiudere i rapporti, l’atleta 28enne ha dichiarato:
“Non pensavo fosse difficile rappresentarmi. Nel 2018 mi sono affidato alla società di Fedez, mi aspettavo che stare vicino a lui desse visibilità, ma lì non hanno mai sviluppato un progetto. Me li aspettavo pronti al risultato, ma non era così. Quando ho vinto a Tokyo e mi hanno scritto 24 ore dopo. Erano al mare e non gliene fregava niente”.
Dopo la vicenda con la Doom, oggi Marcell Jacobs è rappresentato da una società londinese:
“Abbiamo organizzato tanti incontri per individuare il profilo giusto. E questa società non mi ha promesso numeri, mi ha dato una visione internazionale. Con loro si parla di collaborazioni a lungo termine, per il post atletica. Fino a che va bene e ci si sente forti. Fino a qualche anno fa il mio pensiero era solo corsa, non volevo considerare il dopo. Purtroppo in questo bellissimo sport da un giorno all’altro può cambiare la vita. […] Le batoste servono, nella vita le mazzate sono necessarie, sempre, a più riprese. Quando tutto sembra facile non ti godi nulla e nel momento in cui cadi ti fai male, se prendi botte eviti di rifare lo stesso errore”.
Staremo a vedere quale sarà la decisione del giudice su questa faccenda.


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