Parliamo di...

virus e burocrati

#16Gennaio  #Generale 

Contenuto originale di Silvana De Mari Community
Nel penultimo anno del secondo millennio, il 1999, l’influenza era una cosa semplice. Non era innocua: uccideva e riempiva gli ospedali, perché la morte esiste e la malattia esiste. L’influenza non distruggeva il tessuto sociale, non distruggeva le famiglie, non distruggeva i diritti umani, lavorare, uscire, andare in un parco. La pubblicità dello Zerinol, farmaco da banco quindi pubblicizzato, un tranquillo intruglio a base di paracetamolo e qualche altra roba con cui si combatteva l’influenza, recitava che se ti beccavi l’influenza avresti perso cinque giorni di lavoro, quattro ore di tennis, tre lezioni di qualche cosa e un paio di cene, ma che se prendevi lo Zerinol salvavi tutto. Da questo si possono dedurre due cose. La prima è che l’italiano medio era un tizio che andava a giocare a tennis praticamente tutti giorni, a giorni alterni prendeva una la lezione di qualche cosa ed era invitato fuori un giorno su tre. Dovevamo essere un popolo di colti e atletici sibariti. La seconda è che a nessuno fregava niente se qualcuno contagiava interi uffici, circoli sportivi, scuole di qualche cosa, ristoranti, trattorie, pizzerie, altro. In effetti a nessuno fregava niente di infettare interi ospedali. Ricordo con assoluta certezza che quando ho telefonato nell’ospedale dove lavoravo per spiegare che avevo 37, 8 di temperatura. mendicando un giorno al caldo a casa mia, mi hanno consigliato di prendere vitamina C e un’aspirina, il farmaco concorrente dello Zerinol visto che nessuno di noi amava il paracetamolo, stringere i denti e andare a lavorare. Oggi se fai un tampone, più o meno taroccato, che risulti più o meno positivo, ti rinchiudono in casa e se esci ti aspetta il rogo come a Gian Giacomo Mora e agli altri untori della colonna infame di manzoniana memoria.
Come è stato possibile che a individui comunque laureati in medicina sia venuta in mente l’idea del Lock Down? Non è possibile che un’idea del genere sia nata nei medici. La base della medicina è l’igiene, la base dell’igiene è: state all’aria aperta e fate movimento almeno un’ora al giorno, meglio due, altrimenti sistema immunitario, sistema circolatorio, sistema osteomuscolare e psiche crollano. Senza queste regole il sistema immunitario muore, il cuore si ammala, aumenta il rischio di cancro e di nevrosi. Anche il terrore contribuisce a uccidere sistema immunitario, far impennare la pressione e quindi danneggiare il cuore, ridurre la psiche a picchi di ansia. Le bare di Bergamo, le facce stravolte degli intubati che troupe televisive hanno potuto riprendere perché direttori sanitari e primari hanno loro permesso di entrare nelle rianimazioni, le faccette tristi di Speranza e Crisanti potrebbero aver fatto fabbricare cortisolo, che abbatte il sistema immunitario e favorisce gli infarti mediante un meccanismo chiamato effetto nocebo. La Sars-coV2 è arrivata in Italia nell’autunno 2019 circolando “clandestinamente” fino a dicembre dello stesso anno e ne siamo certi per l’analisi delle acque reflue. Nell’arco di questi mesi molti medici hanno sostenuto di essersi imbattuti in polmoniti interstiziali anomale che riscontravano per la prima volta. Tuttavia questi medici le hanno semplicemente curate, come si cura di solito questa patologia: antibiotico, cortisone, antinfiammatorio ed eparina per i pazienti anziani. Molti pazienti sono guariti e molti sono morti. Ma sono morti da esseri umani, tra l’affetto e l’assistenza dei familiari, e non da cani, soli, senza estrema unzione né qualcuno che tenesse loro la mano, come poi previsto dai protocolli anti-Covid. Fino a quando lo stato, anzi gli stati non se ne sono interessati, le cose sono andate. Nessun DPCM è stato fatto per l’Asiatica. Nulla è stato fatto nemmeno nel 2003 per l’infezione SARS. I medici hanno curato i malati. In un territorio in cui esistono ospedali, ambulatori, laureati in medicina, infermieri, non c’è bisogno che dei burocrati intervengano, che leggi siano violate. In questa maniera il problema è affrontato sul territorio, gestito caso per caso, modulando la risposta secondo la necessità della domanda in maniera perfetta. I medici hanno empiricamente trovato la cura migliore in tempi brevissimi e se la sono trasmessa grazie ai social e alle chat mediche in tempi infinitesimali. Nel momento in cui un governo centrale ha imposto ha a tutti una serie di leggi e regole, salta il fatto che qualsiasi soluzione deve essere modulata. Lo sciagurato governo italiano ha poi interpretato il peggio tutte le restrizioni. In Germania la televisione consigliava di stare all’aria aperta almeno due ore al giorno e fare moto, in Italia era permesso portare fuori i cani, ma non i bambini, chi usciva era chiamato furbetto della passeggiata, inseguito da droni e polizia, i parchi pubblici sono stati vietati. L’unica via d’uscita è stata l’imposizione di farmaci sperimentali con efficacia tragicamente fragile, effetti collaterali spaventosi e, cosa ancora più grave, con i contratti d’acquisto tuttora secretati, disomogeneità dei lotti. Una casa farmaceutica che non sia in grado di produrre lotti omogenei non deve solamente essere chiusa, deve essere passata con Napalm.
A Bruxelles un funzionario della casa farmaceutica Pfizer ricorda quello che noi medici capaci di leggere una scheda tecnica abbiamo sempre detto: questi farmaci non fermano la trasmissione di malattia, e non c’era scritto da nessuna parte che fossero in grado di farlo. Il loro uso emergenziale quindi non era giustificato, non era e non è giustificato nessun tipo di green pass, tutte le azioni dell’Unione Europea incluso l’acquisto dei suddetti farmaci con contratti secretati e deresponsabilizzando le case farmaceutiche, sono state uno sbaglio.
Se anche i burocrati fossero stati intelligenti e le scelte fatte fossero state sensate, non è stato così, il solo fatto di averle imposte contemporaneamente a tutti le avrebbe rese sbagliate. A questo si aggiungono i grandi dubbi su possibili tragici conflitti di interesse sull’acquisto e l’imposizione dei cosiddetti vaccini. Si tratta di farmaci sperimentali con efficacia tragicamente fragile, effetti collaterali spaventosi e, cosa ancora più grave, disomogeneità dei lotti. Una casa farmaceutica che non sia in grado di produrre lotti omogenei non deve solamente essere chiusa, deve essere passata con Napalm.


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