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La scomparsa di Gina Lollobrigida, icona del cinema italiano

#16Gennaio 


Il rapporto con la Biennale Cinema
Un profondo rapporto di amicizia e stima aveva legato Gina Lollobrigida a Gian Luigi Rondi, indimenticato Direttore (1971-1972 e 1983-1986) della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica e Presidente (1993-1996) della Biennale. Nel 1986, quando Rondi era Direttore della Mostra, nella serata inaugurale, nell’ambito dell’omaggio a Orson Welles, venne proiettato il suo documentario del 1959 dedicato a Gina Lollobrigida, Portrait of Gina, intervistata nella sua villa dell’Appia antica.
Alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Gina Lollobrigida ha partecipato con i suoi film o come ospite numerose volte.
Tra queste, la prima volta alla 11a edizione del 1950 con tre film, Campane a martello e Cuori senza frontiere di Luigi Zampa, e La sposa non può attendere di Gianni Franciolini.
Nel 1952 partecipò come protagonista, insieme a Vittorio De Sica, del celebre episodio Il processo di Frine nel film di Alessandro Blasetti Altri tempi, scelto per la serata inaugurale e con lei presente in sala.
Nel 1954, protagonista de La romana di Luigi Zampa, arrivò in carrozza per la proiezione accompagnata da Alberto Moravia. In questa occasione, Italo Calvino scrisse su Cinema nuovo che lei era “cuore del film, sua ragione prima, lustro e vanto dei produttori e del pubblico fanatico, che quasi la linciò dall’entusiasmo davanti al Palazzo del Cinema”.
“Arrivò Igor Stravinskij e nessuno lo riconobbe”. È questo l’incipit di un articolo del 1956 di Oriana Fallaci sull’Europeo dedicato a Gina Lollobrigida e al suo grande successo popolare ospite al Lido, col pubblico di fedeli che l’attende per ore fuori dall’albergo e dal Palazzo del Cinema.


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