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Riforma Cartabia, Nordio annuncia revisione: per reati di mafia si agirà d'ufficio e non serve querela

#15Gennaio  #RiformaCartabiaCarloNordio 

Contenuto originale di Il Giornale d'Italia
Il ministero della Giustizia, guidato da Carlo Nordio, è pronto a intervenire con urgenza su alcune "criticità" emerse dall’applicazione della recente riforma Cartabia, varata durante il Governo dei migliori sotto la guida di Mario Draghi. Il Governo infatti si è detto pronto a reintrodurre la procedura d'ufficio per i reati contro il patrimonio e in contesti mafiosi. Qui, dunque, non servirà più che le vittime sporgano prima una querela, come voluto da Cartabia.
Riforma Cartabia, Nordio annuncia revisione
"Sono in corso - si legge in una nota del Ministero della Giustizia - le valutazioni necessarie a riconsiderare alcune scelte di rendere procedibili a querela reati contro il patrimonio in contesti mafiosi e altre ipotesi di reato che, per il contesto in cui maturano, rendono indispensabili provvedimenti cautelari di urgenza".
Nelle ultime settimane, proprio su questo punto, si erano scatenati diversi dibattiti. Inoltre, nell'ambito di un procedimento andato in scena a Palermo negli scorsi giorni, la procura aveva chiesto e ottenuto l’inefficacia della misura cautelare disposta per lesioni aggravate a tre mafiosi. Nessuno di questi ultimi ha lasciato il carcere, in quanto erano dietro le sbarre anche per altri reati. La riforma Cartabia prevede che per tutti i reati, anche quelli di mafia, si proceda solo dopo la presentazione da parte delle vittime di una querela. In assenza di questa non si può agire per quel reato. Ma rimane possibile che molte vittime di reati di mafia non presentino querela perché sotto minaccia.
Il ministero della Giustizia sotto la guida di Nordio sta valutando anche interventi per una "più scorrevole" applicazione di norme processuali. "Non può essere dimenticato - continua la nota - che le riforme processuali sono state oggetto di esame da parte della Commissione Europea, e ritenute, allo stato, idonee a garantire all’Italia le risorse indispensabili per la ripartenza, con la conseguenza che ogni loro modifica non potrà non tenere conto di tale determinante percorso".
Le proteste di Forza Italia
All'interno della maggioranza, però, Forza Italia sembra tentennare riguardo ai cambi che Nordio sarebbe disposto a varare. Pierantonio Zanettin, capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia al Senato, parla di "populismo giudiziario".
"L’Europa ha detto chiaramente all’Italia che non si può più andare avanti con processi che durano decenni e carichi giudiziari patologici e ha messo quindi risorse all’interno del Pnrr per velocizzare la giustizia nel nostro paese. La strada intrapresa con la riforma Cartabia è quella della deflazione", ha dichiarato a Il Fatto Quotidiano.


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