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Can Yaman: "Ho avuto un'infanzia difficile, ora voglio aiutare i bambini"

L'attore turco è stato premiato al Filming Italy per il suo impegno sociale con l'associazione Can Yaman For Children
Can Yaman: "Ho avuto un'infanzia difficile, ora voglio aiutare i bambini"

"L’Italia mi ha riempito d’amore e questo amore mi ha reso una persona migliore", così Can Yaman racconta il suo rapporto con l'Italia alla stampa nel corso del Filming Italy. Al festival sardo presieduto da Tiziana Rocca l'attore ha ricevuto il Creativity Award per aver fondato l’associazione Can Yaman For Children, che raccoglie fondi per affiancare e supportare in ambito sociosanitario i bambini e gli adolescenti, promuovendo attività di interesse sociale legate alla pediatria e all’età evolutiva.

Nel lontano 1991 Sabrina Salerno e Jo Squillo cantavano una canzone che era una rivendicazione allo sdoganamento del pregiudizio, di come una donna sia in diritto di urlare che "oltre le gambe c'è di più" e che non bisognava soffermarsi solo sull’aspetto fisico, seppur non ci fosse nulla di male nell’essere belli. Purtroppo non c'è un equivalente maschile di "Siamo donne" da poter applicare agli uomini che soffrono dello stesso problema, forse perché non pensiamo che ne abbiano bisogno, ma se ci fosse sicuramente sarebbe il caso che a cantarla fosse Can Yaman.

Conosciuto soprattutto per il suo fisico statuario, l'attore turco più noto in Italia è pieno di sorprese. Simpatico e ironico, Can (che si pronuncia 'Jean') sui social è un vero e proprio fenomeno, seguito da milioni di followers sui social. Ha iniziato nel suo Paese, la Turchia, con tante fiction, poi ha trovato il successo arrivando in Italia. Dopo essere stato scelto da Ferzan Ozpetek per lo spot pubblicitario della De Cecco insieme a Claudia Gerini, ha firmato per la serie Viola come il mare, che uscirà in autunno, e infine è stato scelto per interpretare il nuovo Sandokan.

A 32 anni ha scritto un'autobiografia, Sembra strano anche a me, nella quale si racconta con sincerità. "Il libro - ha spiegato - è nato dall’esigenza di voler raccontare le mie esperienze, la mia infanzia difficile, il modo in cui sono cresciuto e i valori della mia famiglia".

Vestito Dolce&Gabbana, parla italiano con un pizzico di accento, ma senza inflessioni, merito della scuola italiana frequentata a Istanbul. "Mia madre - ha raccontato - ha sempre voluto che io imparassi più lingue possibili. La nostra cultura deriva dall’Impero Ottomano, per questo in Turchia abbiamo molte scuole straniere. Dopo l'inglese a scuola, mi sono dedicato all’italiano, si vede che era destino". Lingua perfezionata anche grazie alla coach Francesca Rizzi, che lo segue per la sua carriera di attore e alla quale spesso dedica post di ringraziamento sui social.

"Proprio per per ricambiare l'amore che l'Italia mi ha dato ho pensato di fondare un’associazione per essere vicino alle persone che hanno più bisogno: i bambini. Hanno diritto a un futuro che abbia le stesse opportunità di chiunque altro", ha detto ai giornalisti. Dal supporto ai bambini affetti da sindrome di Down alla culla termica per i neonati donata al Policlinico Umberto I di Roma, con l'associazione Can Yaman for children l'attore supporta i più piccoli partendo dalla convizione (diventata slogan) che l'amore generi amore.

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