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Lightyear è lontanissimo da Toy Story: la bandiera arcobaleno di Pixar è un omaggio al cinema sci-fi

Dal 15 giugno al cinema lo spin-off che racconta le origini di Buzz Lightyear, lo space ranger che ispirò il giocattolo di "Toy Story"
Lightyear è lontanissimo da Toy Story: la bandiera arcobaleno di Pixar è un omaggio al cinema sci-fi

La Pixar ce lo aveva detto in tutti i modi, con i trailer, con le presentazioni, con il casting, ma forse molti non l'avevano davvero capito e non lo capiranno fin quando non entreranno in sala a vedere il nuovo lungometraggio animato degli studi di Emeryville: Lightyear - La vera storia di Buzz non ha niente a che vedere con Toy Story.

Sì, il protagonista è Buzz Lightyear, lo space ranger che Andy riceve al suo compleanno e che entra in competizione con Woody, da sempre il giocattolo preferito del bambino. Il Buzz che vediamo in questo nuovo film però non è quel Buzz Lightyear. Non è, cioè, il giocattolo ma lo space ranger protagonista del film di fantascienza a cui il pupazzo è ispirato. È tutta un'altra storia, tutto un altro contesto, tutto un altro personaggio. C'è sì qualche amo lanciato ai fan di Toy Story, ma nulla di più. E per questo motivo non ha alcun senso paragonarlo ai quattro film di quel franchise: per giudicarlo bisogna fare lo sforzo di vederlo come prodotto autonomo.

Toy Story è stato una cometa, un film magico, speciale e irripetibile che ha cambiato il mondo dell'animazione per sempre. Il paragone con quella storia e quei personaggi affosserebbe per forza di cose un film ben più convenzionale come Lightyear . Ma non per questo il titolo scritto e diretto da Angus MacLane è da affossare.

Innanzitutto, Lightyear è il primo sci-fi dei Pixar Animation Studios e già questo porta una ventata di novità. Buzz infatti resta bloccato su un pianeta ostile a 4,2 milioni di anni luce dalla Terra insieme al suo comandante e al loro equipaggio. Mentre gli altri iniziano a creare una colonia su quel pianeta, lui cerca di trovare un modo per tornare a casa attraverso il tempo e lo spazio. Si uniscono a lui un gruppo di ambiziose reclute e il suo irresistibile gatto robot di compagnia, Sox.

Lo stile narrativo è molto diverso da quello che è stato realizzato nei tre decenni di storia degli studi di Emeryville. E animazione e design rispecchiano alla perfezione il cambiamento. MacLane e la sua squadra hanno scelto toni più cupi, personaggi adulti e sfaccettati, una comicità più contenuta. Sono tantissimi i rimandi al cinema di genere: da Star Wars ad Alien fino a Star Trek, gli amanti della fantascienza rivedranno in chiave animata e comica alcuni dei loro momenti cinematografici preferiti.

Buzz Lightyear è un personaggio moderno che fino a una manciata di anni fa non avrebbe mai potuto essere il protagonista di un film d'azione e avventura come questo. È un uomo che piange, ammette i suoi errori e che capisce quanto sia sbagliato pensare di essere in grado di fare tutto da sé. La sua storia vuole insegnare a far pace con i propri sbagli, a lasciare andare il passato per godersi il presente.

Sui temi di Lightyear ha riflettuto anche il cast vocale italiano, durante la conferenza stampa tenutasi a Roma, a cui Mashable Italia ha partecipato. "Buzz fa il classico percorso dell’eroe. In un mondo dove siamo sempre più divisi, quello che ti salva è lo spirito di squadra. Siamo un po’ abituati a pensare di dover tenere il mondo sulle spalle, mentre questo racconto parla della fallibilità, abbandona modelli di uomo alfa e tossici per ricordarci che il viaggio è già un regalo", queste le parole di Alberto Malanchino, la nuova voce di Buzz. Come accaduto nel doppiaggio originale - dove Chris Evans 'sostituisce' Tim Allen - anche in italiano non torna Massimo Dapporto che aveva dato la voce al giocattolo in tutti i film di Toy Story. Un'altra scelta volta a sottolineare che questo è un altro Buzz. "Ho conosciuto Massimo Dapporto - ha raccontato Malanchino - ed è stato meraviglioso per me che sono molto legato alla storia di Toy Story, soprattutto al primo film, il mio primo ricordo al cinema con mia madre e mia nonna. Ho imparato tantissimo da lui, il suo doppiaggio rimane fresco e perfetto, ho studiato il modo in cui lui sa essere operativo anche se abbiamo una pasta vocale totalmente opposta, una differenza di età e di corde vocali, il modo in cui lui ha impostato il personaggio mi è servito molto. Poi chiaramente il mio Buzz si stacca dalla versione giocattolo per diventare qualcosa di originale". "È stata una bella sfida - ha aggiunto - a cui mi sono preparato per mesi con un vocal coach per scurire la voce e trovare le mie corde più basse personali perché Buzz in originale ha un vocione, grazie al lavoro importante fatto da Chris Evans".

Esther Elisha, che invece era invece alla sua prima esperienza di doppiaggio, ha ricordato che "la tematica dell'errore, presente nel film, è un bell'insegnamento. Bisogna perdonarsi e cogliere gli errori come momenti di crescita, non restare bloccati come fa il villain del film". L'attrice presta la voce alla migliore amica di Buzz Lightyear, Alisha Hawthorne, che come lui è una space ranger. Alicia è un personaggio che rispecchia completamente il nuovo percorso Disney-Pixar (era già stato annunciato che da ora in poi i personaggi apparterranno per il 50% a minoranze etniche e alla comunità LGBTQ+): è nera, è omosessuale ed è il primo personaggio in un cartoon Pixar (o anche Disney) ad avere una famiglia arcobaleno. Nel corso della storia infatti Alicia si innamora, sposa una donna e con lei ha un figlio. Il tutto - e questa è la scelta migliore che gli studi potessero fare - è rappresentato sullo sfondo, in maniera naturale, senza bisogno di grandi cartelli o spiegazioni, proprio come se fosse accaduto tra un uomo e una donna. "Penso che i bambini vedano la realtà e abbiano meno bisogno di noi di una spiegazione di cosa sia l’amore. La rappresentazione è importante perché ti fa sentire accolto e ti permette di percorrere la tua strada in un modo più morbido", ha detto Elisha in conferenza stampa.

Su questo è d'accordo anche Ludovico Tersigni, voce italiana del gatto-robot Sox: "Il fatto che Alisha Hawthorne abbia una moglie è un messaggio sottile ma intenso. Dire al grande pubblico che ci sono tematiche sessuali che fanno parte della vita di tutti i giorni significa iniziare a crescere bambini e ragazzi con purezza di spirito e atteggiamento che non è di ostilità verso il comportamento dell’amore".

Nonostante non sia il fulcro del film e anzi sia un dettaglio che non incide in alcun modo sulla trama, la storia d'amore della space ranger (e in particolare un rapido bacio che scambia con la moglie) è il motivo per cui Lightyear non arriverà in una decina di Paesi, tra cui Arabia Saudita e Malesia. In Italia il cartoon è nelle sale dal 15 giugno. Non è al livello di Toy Story ma è un divertente omaggio alla fantascienza, una bella lezione sulla fallibilità e un primo passo per un cinema d'animazione più arcobaleno. Verso l'infinito e oltre.

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