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Scissione a 5 Stelle, Chiara Appendino sceglie Conte: "Il Movimento è la mia casa"

Dei piemontesi noti l'unica che segue il ministro è Laura Castelli

A Torino il partito di Luigi Di Maio sembra non avere successo. Tra gli eletti in Comune e Regione nessuno è in procinto di lasciare il Movimento 5 Stelle e Chiara Appendino, attraverso un post su facebook, ha ribadito che la sua casa è la forza politica che nel 2016 le ha permesso di diventare sindaca di Torino. Dei volti noti della galassia pentastellata l'unica torinese a seguire il ministro degli esteri dopo la scissione è Laura Castelli, sottosegretaria al ministero dell'economia. 

Il post di Chiara Appendino

"Pur avendo le idee chiare, ammetto che non è semplice scrivere queste poche parole", inizia così il post con il quale Chiara Appendino rompe il silenzio dopo la deflagrazione del Movimento 5 Stelle romano. Sono parole pesate quelle dell'ex sindaca di Torino perché alla politica, come racconta lei stessa, quando si è protagonisti di un percorso come quello che il Movimento 5 Stelle ha vissuto negli ultimi 10 anni si mischia anche un pezzo di vita. 

"Un percorso fatto di idee, battaglie vinte e perse, obiettivi raggiunti e ancora da raggiungere. Ma anche, soprattutto, fatto di persone. Persone con cui lavori, talvolta litighi ma poi cresci e, perché no, da cui impari", scrive Appendino, "Quello che sto vivendo è dunque un momento di cui avverto il peso, in particolare dal punto di vista umano". 

La politica però è tale e nei momenti delicati le posizioni vanno assunte, anche in un perido storico come quello attuale dove le scelte sono liquide. È così dunque che Appendino prima ribadisce che la sua casa politica è quella del Movimento 5 Stelle e, finché ci sarà un'idea condivisa di futuro, questa continuerà a essere; poi dice di non condivedere la scelta di Di Maio, ma che quella stessa non può cancellare quanto fatto e vissuto insieme. 

Gli eletti in Comune e Regione

"Il gruppo consiliare di Torino è compatto e la nostra permanenza nel Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte non è in discussione", scrive in una nota Andrea Russi, capogruppo grillino in Comune. I tre dunque eletti in Sala Rossa - lui, Valentina Sganga e Tea Castiglione - rimangono con Conte. 

Valentina Sganga, la candidata sindaca del Movimento 5 Stelle a Torino per le passate comunali, non nega la sua amarezza dopo quella che definisce l'ennesima scissione, ma è netta sulla scelta della sponda nella quale posizionarsi: "Per chi mi chiede cosa farò, voglio ricordare che il mio posto è e sarà nel Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, senza nascondere che mi auguro che prima o poi si trovi il coraggio di andare in opposizione a questo sciagurato governo", scrive su facebook. Un post che però traccia anche quelle che secondo lei sono le due priorità per ripartire: ricostruire un'identità politica chiara che abbia al centro il contrasto ai cambiamenti climatici e alla povertà e tornare a confrontarsi.  

Infine il gruppo regionale composto da Sarah Disabato, Ivano Martinetti e Sean Sacco che in una nota scrive di sostenere compatto, il percorso intrapreso dal Presidente Giuseppe Conte e appoggiato a larghissima maggioranza dagli iscritti. In questo caso però viene fatto un riferimento diretto al vincolo di mandato: "Un percorso fatto di coerenza con i principi che abbiamo sempre proposto, uno su tutti quello relativo al vincolo di mandato, purtroppo disatteso in queste ore a livello nazionale ed in precedenza anche in Regione Piemonte". 

Non è la prima scissione che subisce il Movimento 5 Stelle in Piemonte: in questa legislatura in consiglio regionale Francesca Frediano e Giorgio Bertola hanno abbandonato il partito per aderire al Movimento 4 Ottobre; nella scorsa legislatura in Comune diversi consiglieri grillini abbandonarono la maggioranza per passare al gruppo misto. 

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