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La ginnastica? Deve far bene anche all'umore

La ginnastica? Deve far bene anche all'umore
Un video sul New York Times con i movimenti che facciamo quando siamo felici. Il neuroscienziato Antonio Cerasa: "Meglio allenarsi in compagnia, perché siamo influenzati dall'umore dei nostri simili"
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L'attività fisica fa bene all'umore: perché allora non studiare esercizi pensati proprio per risollevare lo spirito? L'idea è venuta a Kelly McGonigal, psicologa e docente alla Stanford University, che ha appena presentato sul New York Times un video pensato per allenarsi al buonumore.

L'idea di partenza è semplice: eseguire i movimenti che facciamo quando siamo felici, esultiamo per un gol o festeggiamo qualcuno. Vari studi mostrano che anche culture diverse esprimono la gioia nello stesso modo: slanciando le braccia verso l'altro, dondolandosi a ritmo di musica, saltellando o girando su se stessi. "Sappiamo che le emozioni sono transculturali: popoli diversi le esprimono in modo simile, anche se magari le definiscono diversamente", osserva Antonio Cerasa neuroscienziato e ricercatore dell'Istituto per la Ricerca e l'Innovazione Biomedica IRIB-CNR."

I movimenti che generano gioia

Il dato è confermato da uno studio pubblicato nel 2019. "Oggi però - ricorda McGonigal - sappiamo che questi movimenti non servono solo a esprimere gioia, ma la generano". "Merito dei neuroni specchio, che in realtà sono neuroni motori: è il movimento che ci permette di percepire ed esprimere emozioni - spiega Cerasa -. Il sistema motorio è strettamente collegato al sistema limbico e ha poco a che vedere con le nostre capacità cognitive: pensiamo solo al fatto che per noi è molto difficile definire a parole le emozioni che proviamo, mentre siamo in grado di dire se un'altra persona è felice o arrabbiata osservandone i movimenti e le espressioni".

Modello empatia

Studi apparsi qualche anno fa su Brain Cognition confermano le teorie di McGonigal: le persone che hanno eseguito movimenti ispirati alla gioia confermano di aver vissuto emozioni positive, mentre quanti hanno mimato gesti di segno opposto, come ripiegarsi su sé stessi, si sono rattristati. Dati simili a quello di un esperimento celebre che mostra come simulare un sorriso stringendo tra i denti una matita migliori l'umore, mentre fingere tristezza ci immalinconisce.

 "Anche l'empatia si basa sul rispecchiamento motorio: riconosciamo l'emozione di chi abbiamo di fronte mimandola inconsciamente col corpo - sottolinea Cerasa -.Tanto che uno studio recente ha mostrato che chi usa il botulino per eliminare le rughe ha difficoltà a interpretare le emozioni altrui, proprio perché i suoi muscoli bloccati non riescono a riprodurle".

Un allenamento di 8 minuti e mezzo

La teoria di McGonigal - riassunta nel saggio La gioia di muoversi (Giunti) - si traduce in una sequenza di allenamento di otto minuti e mezzo, basata su sei movimenti fondamentali: slanciare le braccia verso l'alto come ad afferrare qualcosa, ondeggiare, ballonzolare, scuotersi, fare salti di gioia, e un ultimo movimento che la psicologa ha ribattezzato "celebrare" e ricorda il gesto di gettare in aria coriandoli, sempre più in alto, per poi finire ballando liberamente.

La musica? Sceglietela voi

Il tutto da eseguire a tempo di musica: quella proposta dal video ha un ritmo veloce in una tonalità maggiore, "ma se ci sono altre musiche che vi rendono felici potete silenziare il video e ascoltare quelle", consiglia Mc Gonigal. "Così come potete aggiungere qualunque movimento vi faccia sentire bene, persino eseguire la sequenza seduti, se va bene per voi", precisa. Per potenziare i vantaggi dell'esercizio può essere utile eseguirli in un parco o comunque in mezzo alla natura "in modo da sfruttarne i benefici - ricorda la psicologa -. Ma anche rendere divertenti gli esercizi più tradizionali organizzando una gara o muovendosi a tempo di musica, si tratti di fare jogging o di cantare al karaoke".

Meglio allenarsi in compagnia

Soprattutto, bisognerebbe allenarsi in compagnia: anche una ricerca olandese pubblicata nel 2021 conferma come vedere qualcuno che esegue gli stessi movimenti ne incrementi l'effetto: siamo influenzati dall'umore dei nostri simili", dice Cerasa. Concludendo: "Un meccanismo che in futuro potremo sfruttare grazie al metaverso: anche chi soffre di patologie neurologiche che impediscono di esprimere, e quindi di interpretare, le emozioni avrà la possibilità di interagire con un proprio avatar, e attraverso questo con gli altri. Ancora non sappiamo fino a che punto questo ci permetterà di amplificare i nostri stati emotivi, per aiutare soggetti colpiti da gravi patologie".