Dovrà pagare 500 euro, e non 4.000, il titolare di una agenzia di scommesse di Crotone accusato di inadempimento contrattuale. L’uomo è stato citato in giudizio per aver utilizzato una smart card di Sky, ad uso privato, per consentire ai clienti del suo esercizio di vedere una partita del campionato di calcio.

Il Tribunale di Crotone ha ritenuto la clausola penale prevista dal contratto di abbonamento nulla in “quanto vessatoria, essendo irrilevante che la stessa sia stata specificamente approvata per iscritto, in mancanza della più rigorosa prova dell’avvenuto svolgimento di una trattativa individuale sul contenuto di tale clausola. In proposito, la norma predetta presume come vessatorie, fino a prova contraria, le clausole che hanno per oggetto, o per effetto, di imporre al consumatore, in caso di inadempimento o di ritardo nell’adempimento, il pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento, clausola penale o altro titolo equivalente dimporto manifestamente eccessivo.

La norma non prevede, dunque, la vessatorietà di qualsivoglia clausola penale, bensì solamente di quelle d’importo manifestamente eccessivo”, ipotesi che, ad avviso del Tribunale, ricorre senz’altro nel caso di specie se solo si considera che una somma di circa 7.000,00 euro prevista a titolo di penale risulta del tutto spropositata se raffrontata con l’importo dell’abbonamento ad uso privato stipulato, ed anche la somma di 4.000,00 richiesta da Sky come ridotta, appare sproporzionata.