HomeFonte
Quotidiano Nazionale logo
13 mag 2022

Strage di Samarate, il killer: notti insonni prima della mattanza, era come cadere a fondo

La ricostruzione di Maja: non c’erano problemi né con mia moglie, né con i figli. I debiti? Un'ossessione amplificata anche "dai costi delle bollette"

andrea gianni
Cronaca
Alessandro Maja all’alba del 4 maggio scorso ha ucciso la moglie Stefania Pivetta e la figlia 16enne Giulia, per poi ridurre in fin di vita il figlio Nicolò
Alessandro Maja

Busto Arsizio (Varese) - Il massacro è stato preceduto da una serie di notti insonni, trascorse a vagare per le stanze della villetta in via Torino a Samarate mentre moglie e figli dormivano, la mente in preda alle ossessioni e al terrore di "trascinare la famiglia nella rovina". Quella di martedì 3 maggio, secondo il racconto del geometra Alessandro Maja, era "una sera come tante", senza litigi o particolari discussioni. "Abbiamo cenato tutti insieme – ha spiegato – poi ho lavato i piatti. Mia moglie si è addormentata sul divano, i miei figli sono andati nelle loro stanze. Io ho provato a dormire ma non sono riuscito a prendere sonno, camminavo per la casa". Rispondendo alle domande del gip di Busto Arsizio Piera Bossi, ieri Maja ha ripercorso per la prima volta quella notte da incubo fino alle 4 del mattino quando, armato di martello e trapano, ha ammazzato la moglie Stefania Pivetta e la figlia 16enne Giulia, per poi ridurre in fin di vita il figlio maggiore Nicolò. "Non riesco a darmi una spiegazione, non capisco perché l’ho fatto. Sono stato preso da un impulso incontrollabile e ho preso il martello. Non doveva succedere". Prima ha colpito la moglie, addormentata sul divano. Poi si è accanito sulla figlia e infine sul figlio, l’unico sopravvissuto, in pochi istanti di furia cieca. "Quando mi sono reso conto – ha riferito – ho cercato di uccidermi. Sono rimasto a terra per ore, nel sangue". Flash che riaffiorano nella memoria dell’uomo, che resta ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza. Poco dopo le 11 Maja è comparso davanti al gip Bossi e al pm Carlo Alberto Lafiandra, assistito dai suoi difensori, gli avvocati Enrico Milani e Sabrina Lamera, che hanno chiesto una perizia psichiatrica. Ha cercato di informarsi sulle condizioni del figlio, ancora in ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?