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13 mag 2022

Milano, Pera Toons: "Far ridere: ecco la missione della mia vita"

Dai tre milioni di fan sui social al compleanno della Libreria dei Ragazzi. "Le battute? Una medicina. Con la pandemia ancor di più"

simona ballatore
Cultura
Pera Toons, al secolo Alessandro Perugini, con i librai di via Tadino
Pera Toons, al secolo Alessandro Perugini, con i librai di via Tadino

Milano - C’è una festa. Un compleanno importante, con 50 candeline sulla torta de "La libreria delle ragazze e dei ragazzi" di Milano. Il menu è ricco. Ma che festa è senza risate? In via Tadino hanno invitato l’esperto: Pera Toons, al secolo Alessandro Perugini, tre milioni di fan sui social, in testa nelle classifiche dei libri per ragazzi, oggi porterà in anteprima esclusiva "Giochi e risate" con Tunué.

E quanto bisogno c’è di ridere...
"Tantissimo. È sempre stato il mio obiettivo. Con la pandemia ho avuto la conferma di quanto fosse importante. Mi ringraziavano perché spezzavo le catene di post negativi, ’alleggerivo’. Ridere è una medicina, una cura".

Anche per i più piccoli.
"Loro per natura tendono alla risata, riescono ad essere a compartimenti stagni e a dimenticare le cose brutte: dovremmo imparare da loro. Ma vedo sempre meno bambini spensierati, vanno riportati nella giusta dimensione".

Quando hai iniziato a far ridere?
"Da bambino. Ho sempre adorato le battute irriverenti, smaliziate. Anche nei momenti impensabili, lo sa bene la mia prof di Italiano alle medie... Mi piace essere al centro dell’attenzione".

Quando i giochi si son fatti seri?
"Col mio primo post da 50mila visualizzazioni per un enigma di Kenny, noir e misterioso. Capii che si poteva diventare virali per davvero, che non era una favola. E poi con i 10mila followers della prima pagina Instagram. Ho portato avanti per due anni i fumetti insieme al lavoro di grafico, poi è diventato il mio mestiere vero. In sei giorni dalla decisione avevo trovato il modo di arrivare in fondo al mese. Ci vuole coraggio e bisogna investire nelle proprie passioni".

Dal web ai libri per ragazzi, perché?
"Sono cresciuto tantissimo sui social, col feedback istantaneo. Dopo aver raggiunto i grandi con Facebook, i giovani con Instagram e i giovanissimi con Tik Tok, ho pensato ai più piccoli. E l’unico modo per raggiungerli era in libreria. Mai mi sarei aspettato di trovarmi ancora più a mio agio. Apprezzano ancor di più le battute, gli enigmi trabocchetto, il tratto minimalista".

Oggi torna a Milano, da invitato speciale della festa. 
"Con la Libreria dei Ragazzi è stato subito amore. Ho vissuto otto anni qui, mi sento a casa: studiavo allo Ied, che mi ha fatto diventare un buon grafico, cosa che mi serve tantissimo anche da fumettista. A Milano ho trovato il mio primo lavoro, in piazza della Repubblica. È la città più bella d’Italia, non s’offendano tutti gli altri".

Il luogo che la fa più sorridere?
"Parco Sempione. Entri lì dentro e ti trovi in un boschetto che non t’immagini in mezzo a Milano, col Castello Sforzesco accanto. Quando vivevo qui d’inverno, e non c’era mai la nebbia a dirla tutta, nei giorni uggiosi bastava un raggio di sole a rendere i milanesi strafelici".

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