Cinque euro lordi all’ora e turni fino a 15 ore. Sono le condizioni di lavoro di hostess e steward che stanno lavorando al festival musicale più seguito al mondo, l’Eurovision. Quest’anno la kermesse si svolge a Torino, al Pala Alpitour. “Si tratta di una grande vetrina per la città”, aveva dichiarato il sindaco della città Stefano Lo Russo alla presentazione dell’evento. Ma secondo alcuni lavoratori e lavoratrici ci sono altre cose che andrebbero fatte vedere al mondo. “Per esempio le nostre buste paga”, spiega Chiara (nome di fantasia) che da fine aprile lavora come hostess al Pala Alpitour.

Ogni giorno presidia insieme a decine di suoi colleghi le tribune e gli accessi ai luoghi riservati del palazzetto, a pochi metri dal palco dove si sono esibiti i big dell’Eurovision. Nel backstage controllano che tutti abbiano il pass giusto per entrare mentre sulle tribune indirizzano gli spettatori nel proprio settore. “I turni ci vengono dati con poco preavviso e possono durare fino dodici ore – racconta la lavoratrice durante i dieci minuti di pausa concessi nel corso del turno – ma per la giornata della finale la richiesta di disponibilità è arrivata ad essere di quindici ore”. Il tutto per una “retribuzione lorda oraria di 5,13 euro”, come recita il suo contratto. Una cifra che è prevista dal contratto nazionale di “sicurezza sussidiaria e investigazioni” firmato dalla Ugl ma che secondo i lavoratori “non è sufficiente”.

“Questa è l’altra faccia dei grandi eventi”, racconta il sindacalista della Filcams Cgil di Torino Umberto Radin. “Non è un problema solo di Eurovision ma di tutto il settore. Non è sostenibile guadagnare 5 euro lordi per questo tipo di eventi anche perché questi lavoratori sono indispensabili. Senza di loro l’evento non si potrebbe svolgere”. Il comparto in Italia impiega oltre 100mila lavoratori ma, come precisa Radin “il contratto nazionale è fermo a sette anni fa”. Per questo il 2 maggio migliaia di lavoratori del settore hanno scioperato per 24 ore chiedendo al governo di rivedere il contratto.

Una richiesta condivisa anche da Chiara. Quando legge i numeri snocciolati durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento prova rabbia. L’investimento del sistema locale – considerando gli interventi di Comune, Regione, Camera di Commercio e Fondazioni bancarie – è stato di 14 milioni di euro con una possibile ricaduta per il territorio di quasi sette volte. “Quello che non si dice – conclude la hostess – è che però questi grandi eventi sono stati costruiti sulle spalle di chi come noi guadagna poco o sulle spalle dei volontari”.

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