Tra Romelu Lukaku e l’Inter c'è una love story d'altri tempi

Si sono incontrati, amati e poi lasciati, come in una tormentata storia d'amore. Ma adesso il belga è a un passo dal ritorno in nerazzurro
Tra Romelu Lukaku e lInter c'è una love story d'altri tempi
Pool/Getty Images

Se n’era andato da vincitore, ma in poco tempo è diventato altro: un traditore, un ingrato, un mercenario. L’addio di Romelu Lukaku all’Inter, un anno fa, aveva scombussolato l’orizzonte del club interista: una partenza che aveva tutto il sapore di una beffa, con l’attaccante belga, assoluto protagonista nelle due stagioni in maglia nerazzurra, sedotto dalla prospettiva di tornare al Chelsea, la sua infatuazione giovanile mai sopita.

Per Lukaku, però, le cose al Chelsea sono andate in maniera completamente opposta a quanto sperato: un ruolo marginale nei meccanismi di squadra, alcune incomprensioni con il tecnico Tuchel e in generale un sostanzioso passo indietro nel suo percorso di carriera. Un’annata tribolata che ha spinto Lukaku a esternare più volte il suo malcontento in terra londinese e a mandare messaggi d’amore, nemmeno tanto velati, alla sua vecchia squadra.

Un corteggiamento a distanza che porterà, nelle prossime ore, a un clamoroso ritorno: Romelu Lukaku di nuovo all’Inter, riabbracciando la squadra che lo ha fatto diventare grande e con cui ha vinto il secondo campionato in carriera, dopo quello, giovanissimo, ai tempi dell’Anderlecht. Una love story ricca di momenti memorabili e colpi di scena.

L’inizio

Lukaku arriva all’Inter dal Manchester United nell’estate del 2019, con una maxi-operazione da circa 75 milioni di euro che lo rende l’acquisto più costoso nella storia nerazzurra. Ci mette poco a farsi amare dai suoi nuovi tifosi: segna nel debutto casalingo, alla prima di campionato, contro il Lecce. Alla quarta giornata firma un’altra rete nel derby contro il Milan. «Mi mancava un ambiente speciale come San Siro, mi sono emozionato: avevo la pelle d’oca perché si sentiva e respirava la storia del club», dice, già ammaliato dalla sua nuova casa.

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Un sogno di lunga data

«Giocare in Italia e nell’Inter era un sogno per me», ha detto Lukaku nel corso della sua avventura nerazzurra. «La prima finale che ho visto da piccolino è stata Inter-Lazio, la finale di Coppa Uefa 1998. Volevo giocare nell’Inter, perché ho sempre ammirato i suoi grandi attaccanti: Ronaldo, Vieri e Adriano».

Un nuovo re in città

Nelle prime tredici giornate della stagione 2019/20, Lukaku realizza dieci reti, reclamando a suon di numeri l’inequivocabile ruolo da trascinatore. Il 2020 del belga si apre con una doppietta al Napoli, ma è il derby del 9 febbraio a regalargli una serata memorabile, in cui l’Inter rimonta uno svantaggio di due gol e chiude 4-2, con gol finale di Lukaku. Che a fine gara esclama sui social: «C’è un nuovo re in città».

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Il feeling con l’Italia e i tifosi

Lukaku chiude la prima stagione nerazzurra con 34 gol in 51 partite tra tutte le competizioni: nella fase a eliminazione diretta di Europa League, segna in tutte le sei partite, ma in finale un suo autogol condanna l’Inter alla sconfitta contro il Siviglia. Un episodio negativo che non incide sul rapporto con i tifosi e con la città: «Quando sono arrivato a Milano c’erano tantissimi tifosi già a Linate ad aspettarmi, mi hanno fatto sentire grande affetto e amore. Per questo mi inchino a loro, per ringraziarli. La vita qui in Italia è bellissima, io e la mia famiglia stiamo bene a Milano».

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Il dualismo con Ibra

Se Ibrahimovic incarna il milanismo, Lukaku è in breve diventato il simbolo dell’interismo. Un dualismo tra le due personalità tecniche più in vista della città esploso nel derby di Coppa Italia del gennaio 2021, con i due venuti a un testa a testa ad alta tensione. Lukaku si aggiudica il duello a distanza con lo svedese, segnando in quella gara e in quella di campionato, un mesetto dopo, vinta per 3-0. A fine stagione, con l’Inter di nuovo campione, il belga lancia un inequivocabile messaggio a Ibra autoproclamandosi «King of Milano».

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Campione d’Italia

Lukaku migliora il suo score personale in campionato rispetto alla prima stagione in nerazzurro, con 24 gol in 36 partite. Una stagione stratosferica che lo rende il protagonista assoluto della vittoria dello scudetto da parte dell’Inter, a undici anni dall’ultima volta. Lukaku, nel frattempo eletto miglior giocatore del campionato, ha il calcio italiano ai suoi piedi. E a fine stagione promette: «Resto all’Inter».

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L’addio

Il colpo di scena arriva in estate inoltrata, quando all’inizio del campionato mancano pochi giorni. Lukaku torna al Chelsea dopo otto anni, per una cifra di circa 115 milioni di euro. Sui social scrive, rivolgendosi ai tifosi interisti: «Spero che capiate la mia decisione di passare al Chelsea. È l'occasione della vita per me e penso che in questo momento della mia carriera sia l'occasione che ho sempre sognato. Una cosa è certa: rimango interista per sempre, perché senza di voi non sarei l’uomo e il giocatore che sono oggi. Grazie dal profondo del mio cuore».

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Il riavvicinamento in un’intervista 

«Ero all'Inter, ma con la mente ero già al Chelsea», dirà Lukaku pochi giorni dopo il suo ritorno in Premier. Ma in maglia Blues il belga non ingrana e a fine dicembre rilascia un’intervista a Sky Sport che rimette tutto in discussione e che sa di riavvicinamento all’Inter: «Voglio chiedere scusa ai tifosi dell’Inter perché penso che la maniera in cui me ne sono andato sarebbe dovuta essere diversa. Spero davvero nel profondo del mio cuore di tornare all’Inter, non alla fine della mia carriera, ma a un livello ancora buono per sperare di vincere di più».

A Londra da semi-separato in casa

L’intervista, non autorizzata dal club, innervosisce il Chelsea e soprattutto il tecnico Tuchel, che mette fuori squadra Lukaku per una partita e gli impone una maxi-multa. La spaccatura con tutto l’ambiente è chiara, lo stesso Tuchel dice: «Con Lukaku finora non è andata molto bene…». A fine stagione il Chelsea, dopo aver vinto Supercoppa europea e Mondiale per club, rimane a secco di trofei, mentre l’attaccante belga segna appena dieci gol tra campionato e Champions. il suo futuro è tutto da scrivere.

Il ritorno annunciato

Così, a fine stagione, il destino di Romelu Lukaku sembra sempre più tingersi di nerazzurro. Il belga accetterà di ridursi l’ingaggio, da dodici a nove milioni di euro netti, pur di ritornare a Milano. L’Inter, da parte sua, ha impostato la trattativa sulla base di un prestito da dieci milioni di euro. Perché Lukaku torni ad abbracciare il nerazzurro, manca solo il sì di Zhang. Poi, toccherà a lui riprendersi lo scettro di re di Milano.