Calciomercato, come si decide il prezzo di un calciatore

Esiste una somma “giusta” per un trasferimento? È vero che i giocatori oggi costano troppo? I temi del calciomercato spiegati da chi se ne occupa quotidianamente
Calciomercato come si decide il prezzo di un calciatore
Tom Flathers/Getty Images

Quanto paghereste per un attaccante di 21 anni che nelle ultime tre stagioni ha segnato 114 gol in 111 partite? Più di cento milioni? Più di duecento? Il Manchester City questo attaccante – che risponde al nome di Erling Braut Haaland – lo ha acquistato per una somma che, comprensiva di bonus, non supera gli 85 milioni di euro. L’attaccante venuto dal futuro, insomma, non finisce nemmeno nella top 20 dei trasferimenti di mercato più costosi di sempre.

Misteri del calciomercato ma non troppo, visto che il contratto di Haaland con il Borussia Dortmund prevedeva una clausola rescissoria – una modalità che fissa la cifra da versare per “sciogliere” il contratto con il club di appartenenza. Un esempio che comprova come il valore dei calciatori oscilla in base a tantissimi fattori, che dipendono non solo dalla bravura del giocatore in esame – criterio peraltro non assoluto – ma da una serie di condizioni, da quelle contrattuali a quelle tecniche, per finire a questioni legate all’età o all’esperienza. 

Tra acquisti che hanno sollevato polveroni – quello di Neymar per 222 milioni dal Barcellona al Psg, con tanto di minaccia di denuncia da parte della Liga, rimane il colpo di mercato più esoso di sempre – e cifre perennemente al rialzo – basti pensare che Gareth Bale, nel 2013 diventato il primo calciatore ad aver sfondato la soglia dei 100 milioni per la valutazione del suo cartellino, oggi è “solo” al dodicesimo posto tra gli acquisti record – orientarsi nell’economia del calciomercato non è semplice.

Quali sono i criteri che influiscono su valore e prezzo di un calciatore

Non esiste dunque un “tariffario” dei calciatori, ma ci sono alcune piattaforme che analizzano tutti i fattori utili a ricostruire il loro valore economico e a prevedere di conseguenza quale potrebbe essere la cifra versata per un eventuale trasferimento. Transfermarkt, per esempio, colloca al primo posto dei giocatori di maggior valore Kylian Mbappé, con una valutazione stimata in 160 milioni di euro; seguono Erling Haaland con 150, Vinicius Junior con 100, Phil Foden, Momo Salah e Harry Kane con 90 a testa.

Aniello Luciano, Lead of Content di Transfermarkt Italia, spiega come queste cifre vengono formate: «Esistono dati oggettivi, quali i numeri del giocatore da analizzare, anagrafici e di campo, nonché le condizioni psico-fisiche dello stesso a lungo termine. Hanno il loro peso il campionato di riferimento, la situazione economica generale, ad esempio mutata con la diffusione del Covid, così come il margine di crescita dell'atleta e della propria immagine in ambito sportivo (vedi Nazionale e coppe europee) e del marketing».

Nello specifico, i fattori presi in esame da Transfermarkt per stimare il valore di un calciatore sono le condizioni fisiche dell’atleta su media-lunga distanza, l’età, l’esperienza, fattori esterni al mondo del calcio (come la pandemia da Covid), la gestione del marketing individuale, l’interesse sul mercato e trasferimenti, il livello e status del campionato, sia in termini sportivi che finanziari, la particolarità del singolo campionato, le prestazioni sportive col club e in Nazionale, il potenziale di crescita, reputazione, prestigio, carattere, la situazione economica del mondo calcistico, la tendenza ed evoluzione del mercato. 

Ci sono poi altri fattori che possono influire sul prezzo in fase di trasferimento, che Transfermarkt non prende in considerazione in quanto elementi particolari che cambiano di caso in caso – e che spiegano la differenza tra valore di mercato e prezzo d'acquisto. Tra questi ci sono l’acquisto parziale dei diritti del giocatore, la cessione di percentuale su futura rivendita di un giocatore, la clausola rescissoria, l’esclusione dal progetto tecnico della società, l’eventualità che il giocatore sia richiesto espressamente da un tecnico, la plusvalenza per ragioni di bilancio, il prestito e costo dello stesso, la scadenza contratto vicina, lo scambio con altri giocatori, le condizioni che costringono una società a vendere, il trasferimento mediante diritto/obbligo di riscatto o con opzione di riacquisto, la valutazione dei bonus nel contratto firmato.

Perché i calciatori oggi costano di più

Analisi simili sono svolte dal CIES Football Observatory, che si occupa di raccogliere dati e informazioni su vari aspetti del calcio, da quelli economici a quelli prettamente di campo. In merito alle valutazioni dei calciatori, il CIES conferma il primato di Kylian Mbappé, con una valutazione stimata di 205 milioni di euro; seguono Vinicius Junior (185), Erling Haaland (152), Pedri (135) e Jude Bellingham (133). «Collezioniamo i dati in base ai trasferimenti che sono avvenuti in passato», racconta Raffaele Poli, direttore del CIES. 

«Con un database di oltre 4000 trasferimenti, ci avvaliamo di un modello statistico che prende in esame vari parametri – l’età, la durata contrattuale, le prestazioni e così via. Anche la squadra di appartenenza è un criterio importante: un giocatore della Juventus sarà maggiormente valorizzato rispetto a un altro che gioca in una squadra minore. Così come lo status internazionale è un altro parametro determinante. Con queste formule, riusciamo a spiegare più dell’80 per cento delle differenze di prezzo dei giocatori».

Uno degli argomenti maggiormente dibattuti, quando si parla di calciomercato, è il costante rialzo dei prezzi dei giocatori: «In dieci anni, i prezzi si sono triplicati», spiega Poli. «Il mercato è inflazionato perché ci sono una decina di club che pagano tanto e spingono tantissimo sotto questo aspetto. Così si determina un effetto a cascata, con i prezzi che aumentano di conseguenza in tutto il mercato: se un club medio vende a maggior prezzo, di conseguenza potrà acquistare a cifre più alte. Il Covid aveva frenato un po’ questa crescita, ma adesso si intravede un nuovo ritorno all’inflazione. Questo soprattutto grazie allo strapotere del calcio inglese, che adesso ha appena firmato un accordo televisivo da record con gli Stati Uniti, ha nuovi investitori, tutti fattori che fanno sì che le risorse si concentrino in UK e che rendono la Premier League una vera Superlega».

Anche nel mercato la Serie A deve rincorrere

Che il calcio inglese abbia un’influenza suprema nelle valutazioni dei calciatori, è dato di fatto confermato anche da Luciano: «Spesso riceviamo critiche da parte di chi ritiene eccessive le stime per i giocatori del campionato inglese: essere il più prezioso non equivale automaticamente ad essere il più forte. Si potrebbe dire che un agonista della Premier ha un valore alto non perché è, per forza di cose, qualitativamente migliore, ma perché si trasferisce a cifre maggiori. Nell'ultimo decennio la Serie A ha investito 6 miliardi di euro in meno della Premier nell'acquisizione di giocatori: il livello del campionato, con il suo relativo potere attrattivo ed economico, è uno degli elementi di maggior rilievo nell'analisi dei valori di mercato».

Alla fine il calciomercato è, come sottolinea Luciano, «un gioco delle parti fra acquirente e venditore. Lo stesso prezzo pagato dal Psg per Neymar poteva risultare eccessivo, ma ha segnato un punto di svolta per i mercati, che si sono adeguati alla crescita esponenziale dei costi. Per la nostra Serie A, sostenibilità è la parola chiave dell'ultimo triennio e l'unica contemplabile per i club nostrani. Il gap con le altre top leghe, Premier League il primis, rischia di ampliarsi se verrà a mancare la capacità nell'incrementare il volume delle entrate. Per esempio, fa strano che l'ultima della lega inglese incassi più del campione d'Italia per quanto riguarda i diritti televisivi».