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Stephanie Seneff, de nuevo tu!

Gli studi di un'ingegnera informatica e di un laureato in Scienze umanistiche sui vaccini

Erano anni che non ci segnalavate articoli scientifici firmati da una delle nostre fuffare preferite, poi tutto d’un colpo in tanti ci inviate link a uno studio apparso su Food and Chemical Toxicology, studio che sarà pubblicato sul cartaceo di giugno 2022, ma che online è già stato caricato da qualche giorno.

Titolo dello studio:

Innate immune suppression by SARS-CoV-2 mRNA vaccinations: The role of G-quadruplexes, exosomes, and MicroRNAs

Principale autrice: Stephanie Seneff. Perché questo nome vi suona noto, a voi che leggete BUTAC da un po’? Perché fu la protagonista di due articoli dove parlavamo di glifosato e celiachia. Due articoli dove altri studi di Seneff venivano smontati.

Partiamo da chi è Stephanie Seneff. Come spiegavamo nel 2015:

… è una laureata in biofisica, con un PhD in Ingegneria Elettronica. Conseguiti rispettivamente nel 1969 e nel 1985.

Su Science Based Medicine la descrivono così:

La Dott.ssa Seneff dà ogni indicazione di essere un’attivista anti-OGM. Non è una biologa, piuttosto è un’ingegnera informatica, eppure viene presentata come un esperto.

Stiamo parlando di un soggetto che nel 2012 aveva certificato la responsabilità dei vaccini nell’incidenza dei casi di autismo. Quindi abbiamo un’ingegnera informatica che da una ventina d’anni circa ha scelto di occuparsi di una materia completamente diversa, materia di cui non ha i titoli per pronunciarsi, non ha specializzazioni per parlarne eppure lo fa, senza alcuna autorevolezza. Come autorevolezza non ne hanno i suoi co-firmatari: Greg Nigh è un naturopata “laureato” al College di Natural Health, master in Medicine Orientali, le lauree vere Nigh le ha in Inglese e Scienze umanistiche all’Università dell’Ariziona, gli altri firmatari ci mostrano un altro nome a noi già noto, Peter McCullough, autoproclamatosi professore, che veniva citato nel 2021 da un pseudo-studio pubblicato sul sito della Fondazione Hume.

La testata su cui Seneff pubblica il suo lavoro fa parte del gruppo di testate scientifiche dell’editore Elsevier, testate in parte già note per aver dato ampio spazio a fuffa di vario genere durante la pandemia, non per niente alcune di queste sono considerate testate predatorie, ovvero che pubblicano dietro pagamento qualsiasi nefandezza, con scarsi controlli. Guarda caso il dottor Leonid Schneider di For Better Science si è già occupato di questo nuovo studio di Seneff et al., attaccando proprio l’editore con un articolo del 20 aprile 2022 che titola:

Elsevier pandemic profiteering, again

Nel suo articolo Schneider attacca soltanto Elsevier, spiegando che smontare i deliri di Seneff sia solo una immane perdita di tempo (e io concordo con lui, tanto chi segue queste narrazioni non cambierà mai idea) ma linka un altro sito dove qualcun altro si è occupato di smontare tutto lo studio di Seneff con dovizia. Onestamente tradurre quanto già fatto da altri serve a poco, chi crede alle sciocchezze di Seneff continuerà a farlo, chi ha veri dubbi dovrebbe rendersi conto che Seneff è personaggio inaffidabile, e che chi pubblica su testate predatorie che cercano le condivisioni novax non è degno di alcuna autorevolezza.

Vi riporto solo qualche passaggio da PubPeer:

Nell’introduzione, gli autori affermano che “Le numerose alterazioni nell’mRNA del vaccino nascondono l’mRNA dalle difese cellulari e promuovono un’emivita biologica più lunga e un’elevata produzione di spike protein” senza fornire alcun riferimento a sostegno di questa ipotesi…

…Gli autori scrivono anche sugli studi di fase II e di fase III sui vaccini ARNm che “quelli sono stati sospesi in anticipo e i gruppi di controllo hanno ricevuto le iniezioni”. Questo non è vero e nessuno degli argomenti forniti può supportare un arresto anticipato delle prove né la falsificazione del gruppo di controllo come afferma l’autore , che richiederebbe prove importanti per essere supportata.

…Gli autori affermano che “è diventato chiaro che i vaccini non impediscono la trasmissione della malattia” sostenendo questa ipotesi con un link a quello che è solo una lettera all’editore (di cui avevamo parlato qui nd maicolengel) , e ignorando molti articoli che supportano l’ipotesi opposta.

Non ha senso riportarvi tutto, se siete interessati lo leggerete da soli.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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