Trattativa cessione Milan
Il numero uno del fondo Elliott, Paul Singer (Photo by Thos Robinson/Getty Images for New York Times)

Non si placano le voci che circondano le trattative per il passaggio di proprietà del Milan, che dopo quasi quattro anni nelle mani del fondo americano Elliott potrebbe cambiare gestione. In corsa, come noto, ci sono il fondo con sede in Bahrein Investcorp e la società americana RedBird Capital Partners, presieduta da Gerry Cardinale.

In una prima fase sembrava che Investcorp fosse destinata a chiudere l’operazione rapidamente, con l’apertura di una fase di trattative esclusive con scadenza per la fine del mese di aprile, che avrebbe potuto portare alla cessione. La valutazione del club rossonero era fissata a circa 1,2 miliardi di euro e il fondo con sede in Bahrein avrebbe strutturato l’operazione in tre parti da 400 milioni di euro dividendola tra equity (capitale proprio), l’investimento di Ares Capital e una parte di debito.

Tuttavia, nel momento in cui Investcorp sembrava lanciata verso la chiusura, qualcosa si è inceppato e un’operazione che sembrava inizialmente in discesa parrebbe essere entrata in una fase di stallo. Soprattutto dopo che nei giorni immediatamente successivi alla scadenza dell’esclusiva è emerso anche il nome di RedBird Capital come potenziale acquirente. La società americana – che sarebbe addirittura arrivata a superare l’offerta di Investcorp – è focalizzata sugli investimenti nel mondo dello sport, e secondo quanto appreso da Calcio e Finanza si è affiancata a Investcorp come candidato credibile, esattamente come il fondo arabo.

Ora, se è vero che un certo tipo di operazioni richiede tempi che per loro natura sono fisiologici, d’altra parte non si può non sottolineare come l’esclusiva di Investcorp nella trattativa per l’acquisto del Milan sia ormai scaduta da circa due settimane. Segno che qualche intoppo nei colloqui c’è stato.

E adesso? La situazione da un lato potrebbe essere riconducibile alla struttura dell’operazione, con Elliott che preferirebbe un acquirente che non caricasse debito sul Milan. Ma d’altra parte potrebbe essere stata la stessa Investcorp a decidere di rallentare, considerando appunto i giorni passati dalla scadenza dell’esclusiva, che non è stata rinnovata e che ha portato logicamente il fondo Elliott a intraprendere colloqui con altre parti interessate.

Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, da parte del fondo presieduto da Mohammed Al Ardhi non ci sarebbe stato però un vero e proprio ultimatum nei confronti di Elliott. Tuttavia, filtra irritazione per il modo in cui il fondo americano starebbe gestendo l’affare. Investcorp da parte sua ritiene poco opportuno che appena qualche giorno dopo la scadenza dell’esclusiva per la trattativa sia filtrato il nome di un nuovo potenziale acquirente, come se Elliott avesse cercato di imbastire una sorta di “asta” per alzare il prezzo della cessione.

Del resto, si fa notare, Investcorp ha lavorato diverso tempo all’operazione prima di riuscire a ottenere l’esclusiva, mentre per RedBird i casi sono due: o la società statunitense è stata abile a mettere insieme un’offerta credibile nel giro di un paio di giorni, oppure ci lavorava da tempo e le tempistiche simili sono soltanto una coincidenza.

Per il momento, la situazione rimane dunque in una fase di stallo e – secondo quanto emerge da ambienti vicino a Elliott – i due potenziali acquirenti rimangono entrambi candidati credibili per l’acquisto. Resta da capire se questa irritazione fatta trapelare da Investcorp possa essere decisiva e spianare la strada agli americani o se la situazione si possa ricomporre e mantenere il fondo del Bahrein in carreggiata.

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