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venerdì 6 agosto 2021

Scienza, giustizia e libertà.

In queste settimane di fase estiva durante l'epidemia Covid, con le nuove disposizioni (Green Pass, norme di accesso ai locali, obbligo di mascherine e altro) si sono accese nuove, immancabili polemiche. Secondo me quasi tutte stupide. Non a caso dico stupide, sono proprio sciocchezze.
Perché davanti a una pandemia gravissima, davanti al tentativo di bloccarla con qualsiasi sforzo per tornare alla vita normale, c'è chi trova sempre un pretesto, anche il più banale, per fare polemica, vanificare gli sforzi delle istituzioni e magari usare questi pretesti a scopo politico.

Una delle ultime polemiche è quella relativa al Green pass, una certificazione rilasciata dalle autorità (ministero della salute) per certificare che una persona abbia un bassissimo rischio di essere contagiosa così da permettergli una vita normale e garantire a chi gli sta attorno una sufficiente sicurezza.
Come si può fare?

In tre modi:

1) dimostrando di essere stati vaccinati: i vaccinati hanno una bassissima possibilità di essere contagiati dal virus e anche se lo sono contagiano gli altri molto raramente.

2) dimostrando di essere guariti dalla malattia: i guariti hanno una bassissima possibilità, almeno nell'immediato, di essere contagiati dal virus e se lo sono contagiano gli altri molto raramente.

3) dimostrando con un test di non essere positivi: i negativi al test hanno una bassissima possibilità, almeno nell'immediato (il test ha valore 48 ore) di essere contagiosi.

Questo non è solo un modo per rendere la vita più normale possibile a chi è con tutta probabilità protetto dalla malattia ma anche per proteggere chi non lo è. Chi non si è potuto ancora vaccinare, chi non si è voluto vaccinare, chi non può farlo per vari motivi. Si tratta quindi di un ovvia e democratica (non è impedita nessuna attività, anche chi non vuole vaccinarsi per scelta può entrare in qualsiasi posto previo tampone, che ci sarebbe di strano?). Oltretutto le eventuali rinunce per chi proprio fosse "allergico" a controlli e certificazioni sarebbero minime (locali al chiuso, ristoranti, bar, tutte attività non necessarie né salvavita).

Perché allora tutta questa polemica?
In genere le polemiche "sociali" nascono per due motivi.
Quando viene cambiata una consuetudine ormai radicata (per esempio il fumo di sigaretta permesso ovunque o l'uso delle cinture di sicurezza obbligatorio) e quindi anche se il cambiamento appare vantaggioso disorienta le abitudini e le consuetudini o quando una parte politica vuole creare un'atmosfera di insoddisfazione e incertezza e approfittarne per apparire come quella che potrebbe risolverla.
Dal mio punto di vista qui siamo nel secondo caso. Oltre a motivi evidenti (sono state organizzate manifestazioni pubbliche con partecipazione di esponenti di forze politiche di opposizione all'attuale governo), proprio il fatto che si tratta di provvedimenti blandi, ovvi e per niente difficili da applicare, mi fa pensare che ci sia qualcuno che prema, faccia pressione affinché tutto venga visto come drammatico, come "attentato alla libertà", come qualcosa di incredibilmente grave quando evidentemente non lo è.

Si potrebbe dire che se la politica ha i suoi interessi a creare dissenso quale sarebbe l'interesse di tanta gente a seguirlo e promuoverlo?

Si tratta quasi sempre di un dissenso "pilotato". Molte persone hanno come fonti di informazioni proprio quelle più estremiste o che diffondono fake news. Non dimentichiamo che ci sono stati presunti ricercatori che avrebbero trovato "vermi e Viagra" nei vaccini e tanti ci hanno creduto, ci sono stati altri che hanno chiesto soldi per comprare un "potente microscopio" per analizzare i vaccini e le persone glieli hanno mandati raccogliendo centinaia di migliaia (!) di euro. Così, perché credono nell'uomo che salverà l'umanità contro i cattivi e potenti che invece vogliono distruggere l'umanità. E ovviamente quest'uomo che salva l'umanità, che è sempre bello e buono, fa tutto per la popolazione, per il cittadino, lotta accanto a lui contro i potenti.
I potenti, il nemico, può cambiare. A volte è uno (un medico, un politico, un virologo, un personaggio pubblico) altre volte è vago (un partito politico, il governo, un ministro e così via), l'importante è che ci sia.
Così orde di cittadini infuriati e ben cotti dal salvatore dell'umanità urlano, insultano, si arrabbiano. Mandano mail a destra e sinistra, diffondono appelli alla rivoluzione, alla ribellione e attaccano in tutti i modi il nemico del momento, quello indicato da chi li pilota.

Tutte azioni fondamentalmente inutili, solo movimenti caotici, però che fomentano la gente, che la aizzano. Ovviamente tutto questo non è "per il popolo" o "per la gente" ma per lui, il "salvatore dell'umanità", il guru, che è bene sia un po' aggressivo, se possibile volgare, arrabbiato, pesante perché così ha il suo "esercito" i suoi "voti", la sua base di sostegno, le manifestazioni, le mail, le urla sono per lui, per fare vedere che è potente, che ha un seguito, che conviene tenerselo stretto: politica. Un copione visto e rivisto.
Così partono i ricorsi contro il Green pass, le denunce contro il ministro o lo scienziato, le querele contro il sindaco o l'assessore, con la giustizia che deve correre dietro a ricorsi ridicoli, denunce chiaramente pretenziose, querele che hanno solo lo scopo di fare "notizia". Un caos tremendo che non andrà mai a vantaggio del cittadino ma di quei pochi furbastri che da questo caos vorrebbero trarre vantaggio.

E la magistratura davanti a queste cose che fa? Mette voce eliminando discussioni e polemiche?


Macché. A volte sono le regole della giustizia a non fare chiarezza (scienza e giustizia camminano su binari paralleli che non si toccano mai e hanno regole e ragionamenti spesso completamente diversi). Certi "percorsi" della giustizia possono essere incomprensibili se visti con gli occhi della scienza (e lo abbiamo visto in passato con altri argomenti). Così dobbiamo assistere alla sentenza che conferma il licenziamento dei dipendenti della sanità che non si vaccinano e alla decisione opposta che dice che non si può fare perché non c'è personale a sufficienza. Insomma il caso continua.

Qualcuno potrebbe pensare che queste contraddizioni e queste proteste assurde per un provvedimento oserei dire ovvio, siano frutto dell'epoca moderna. Di internet e dei social, dei novax e dell'ignoranza diffusa. Che "una volta non era così" e che "quando hanno messo l'obbligo delle cinture nessun protestava".
Beh, sarete sorpresi di apprendere che queste cose succedevano eccome, sia nei tempi passati, sia quando non c'era internet e i social e sia per provvedimenti "ovvi" e oggi considerati normali, come l'obbligo delle cinture di sicurezza.

Nel 2006 in Italia fu emanata la legge che obbligava all'uso delle cinture di sicurezza in automobile. Oggi lo consideriamo un atto dovuto, ovvio, normale. Oltretutto lo vediamo come un mezzo di protezione, un vantaggio, un modo per limitare i danni e gli incidenti e persino la morte. Certo, l'uso delle cinture può, in alcuni casi, creare dei danni (nessuna azione umana è priva di rischi potenziali) ben documentati eppure il beneficio è certamente superiore al rischio.

Eppure negli anni seguenti l'obbligo ci fu chi protestò, chi parlò di attentato alla libertà personale ("perché obbligarmi a qualcosa che non voglio usare?"), chi si rivolse addirittura alla giustizia e, incredibile, fu chiesto persino il parere della corte costituzionale per sapere se l'obbligo della cintura andasse contro la costituzione. La magistratura quindi non trovò incredibile dover discutere di una cosa simile, non chiamò "folli" coloro che la discussero, anzi, queste rimostranze furono portate all'eccesso, al limite ("attentato alla libertà personale" o "violazione dei diritti dell'uomo").

Assurdo?

Sì se la vediamo con occhio neutro e valutando rischi e benefici. No se pensiamo che ci sono persone che ne fanno una questione di principio, c'è chi deve a tutti i costi creare polemiche, chi deve per forza discutere e, badate bene, la cintura ha il solo scopo di proteggere chi la usa, non gli altri, il vaccino invece protegge chi lo fa e chi gli sta vicino, quindi discutere un eventuale obbligo sarebbe ancora più strano ma succede. Succede (anche per il divieto di fumo nei locali chiusi).

Succede perché qualsiasi novità, qualsiasi cosa ci faccia cambiare le nostre abitudini o sembri limitare la nostra libertà è difficile da accettare. O almeno è difficile per alcuni (ci sono persone che accettano di buon cuore norme e leggi solo per il fatto che esistano, è anche questione di carattere). 

Il punto centrale di questo argomento quindi non è se è giusto o meno chiedere un certificato per entrare al ristorante (se c'è un motivo serio e in questo caso c'è è ovviamente giusto, oserei dire che chi non lo capisce è in malafede) ma fino a che punto valga la pena discutere, perdere tempo, fare manifestazioni o disturbare la giustizia per questioni del genere.
Io dico che ne vale la pena.
Ciò che è ovvio o sembra ovvio potrebbe non esserlo. Lo stato non prende sempre decisioni giuste (anche questo termine, "giusto" richiederebbe discussioni infinite), si possono discutere, criticare, il cittadino ha il dovere e il diritto di farlo. Inoltre quello che può essere normale oggi potrebbe non esserlo domani o non sempre o non per tutti. Un cittadino ha il diritto di essere libero. La discussione è complicata: è libero un cittadino di non vaccinarsi ma è libero un altro di volere attorno a lui persone sane, protette, sicure. Altrimenti un pazzo o un incosciente potrebbe sparare a chi incontra solo per antipatia, nonostante sembri una contraddizione la libertà ha dei limiti precisi, appartiene alla comunità ma anche ai singoli.

Ma in questo caso abbiamo visto violenza, aggressioni, ciarlatani che spargono disinformazione, false notizie, allarmi. Questo è giusto? È libertà?
È giusto "formare" una fascia della popolazione al sospetto, al dubbio? È corretto che ci siano medici che inventano false cure, che spaccino sciocchezze per "cure del Covid"? Siamo più liberi se un medico incosciente dice che nei vaccini c'è il Viagra o è uno strumento di Satana?
Questo no.
Ed è su questo che dovrebbero agire le istituzioni e la legge.
Non nei diritti dei cittadini, intoccabili, inviolabili ma nei doveri di chi ne ha. Nelle responsabilità personali.

Se un cittadino vuole discutere con me l'utilità del vaccino ne ha diritto.
Io però ho il dovere di informarlo correttamente.

Se non lo faccio sto danneggiando lui, la comunità e la mia professione.

Per questo credo che non sia utile una discussione sui diritti quanto una sui doveri mentre sembra che faccia notizia un cittadino che manifesta più che un medico che dice che i vaccini siano antenne 5G.

Alla prossima.

15 commenti:

  1. Ci sono stati anche quelli che si sono lamentati per la violazine della libertà quando sono stati resi obbligatori i caschi per i motociclisti (osservazione cattiva: forse il loro cranio non avrebbe subiro danni anche se avessero sbattuto la testa, dentro non c'era niente...)

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  2. Non ho nulla da obiettare su quanto ha scritto, ma voglio aggiungere alcune mie osservazioni.
    1- alcune proteste erano dei ristoratori, che NON sono vigili/poliziotti/carabinieri, cioè NON mi pare giusto che i ristoratori debbano chiedere il lasciapassare a chi entra in un locale pubblico. La norma più "giusta" sarebbe stata che in caso di controlli, gli avventori senza il lasciapassare avrebbero preso una multa salatissima. Per la massima chiarezza le faccio un'analogia: io parcheggio la mia auto sul passo carrabile di casa sua, passa un vigile e dà la multa a me e anche a lei perché lei doveva controllare che nessuno doveva parcheggiare a casa sua!
    2- nel decreto legge approvato ieri sera si è stabilito che in classe a scuola se tutti sono vaccinati, si può togliere la mascherina. Quindi se in classe c'è un figlio di un no-vax, tutti i compagni diranno che per colpa sua non si può togliere la mascherina. Personalmente avrei evitato di mettere una tale norma per evitare di creare zizzania tra gli studenti. C'è già abbastanza odio tra gli adulti, quindi avrei evitato di creare odiatori di giovane età.
    3- cosa ne pensa di novavax? io sono felicissimo dell'arrivo di questo nuovo vaccino che sulla carta ha meno effetti collaterali degli altri, perché potrebbe convincere alcune persone indecise a farsi vaccinare.

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    1. Ciao P.M.
      Permettimi una osservazione alle tue osservazioni.
      1) Da una parte capisco i ristoratori, ma dall'altra le stesse questioni sono state fatte al momento dell'introduzione del fumo al chiuso. Nessuno vorrebbe che gli esercenti facciano da controllori perché obbiettivamente non é il loro mestiere ma anche loro devono fare la loro parte per aiutare ad applicare una norma. Se per questo neanche a me non piace dover controllare gli esercenti chiedendogli lo scontrino fiscale, ma se mi beccano pago anche io e non mi sembra che gli esercenti si siano lamentati perché i clienti devono fare i finanzieri.
      2) Se in classe non puoi togliere la mascherina perché condividi l'aula col figlio del no-vax (o del boh-vax, che ora é di moda perché suona meglio) la colpa é del genitore no-vax, ma ne fa le spese il figlio. Mettiti nei panni di una ventina di ragazzi che hanno dovuto sopportare didattica a distanza o mascherine tutto il giorno e non possono limitare il disagio perché il genitore di uno di loro pensa che ci sia più alluminio nei vaccini che nel cappello di stagnola che ha in testa. L'alternativa, per non diffondere odio e rancore, sarebbe stata lasciare nel dubbio la mascherina a tutti. Ti immagini poi quanto odio e rancore potrebbe esplodere?

      Il problema é che siamo in una situazione di merda e si sta provando ad uscirne con meno danni possibili. Non avendo nessuno la bacchetta magica che risolve ogni problema senza effetti collaterali e scontentare nessuno occorre tapparsi il naso e cercare di andare avanti.

      Quello di cui secondo me ci si dovrebbe lamentare é la difficoltà, a giudicare da quello che leggo sui giornali, con cui molte persone che hanno fatto tutto ciò che é socialmente corretto di avere il certificato di immunità. In primis quelli che hanno partecipato alla sperimentazione del vaccino italiano Reithera, ma questa é un altra storia.

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    2. 1) alcune proteste erano dei ristoratori, che NON sono vigili/poliziotti/carabinieri, cioè NON mi pare giusto che i ristoratori debbano chiedere il lasciapassare a chi entra

      Queste proteste sono scuse. I ristoratori devono già (da anni) controllare i documenti di una persona in caso di vendita di alcol e tabacchi (a volte non c'è bisogno, chiaramente ma molte volte sì). Tranne supporre che vendano generi proibiti ai minorenni. No, vero? E perché ora si stanno agitando se praticamente si chiede la stessa cosa? Perché se una persona fuma all'interno del localo viene invitata a uscire? E perché non si può fare se una persona non è vaccinata? Ecco. Facciamo differenza tra idee legittime, organizzazione ideale e scuse. Perché sono quasi tutte scuse.

      2) Ti immagini poi quanto odio e rancore potrebbe esplodere?

      Non può essere un problema di chi rispetta le leggi e le regole di civile convivenza. Una persona non vuole vaccinarsi per motivi suoi? E pazienza ma che faccio, la uccido? La arresto? Allora si cerca di convivere, santa pazienza, che si deve fare. E inventi il Green pass e metti la mascherina e fai campagne di vaccinazione ma tanto il furbo c'è sempre e per tante guardie che metti il ladro esisterà sempre. Fa parte della vita.

      3) È in dirittura d'arrivo. La tecnologia è ottima perché rodata ora bisogna aspettare i risultati finali (quelli che abbiamo sono promettenti) e poi il via delle autorità. Speriamo bene.

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    3. Potrebbe fare un'analogia con gli albergatori: loro i documenti li controllano e non mi sembra che qualcuno protesti.

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    4. Credo che il compromesso attuale sia il migliore: al ristoratore il solo controllo del green pass, alle forze dell'ordine quello dell'identità. Se risultasse che il cliente è sprovvisto di green pass, allora multa per entrambi (ristoratore e cliente). Il green pass è necessario, ma dopo un anno e mezzo non darei nuovi adempimenti ad una delle categorie più colpite con il rischio di farne sponda per le rimostranze no vax. Mettiamoci nei loro panni: i ristoranti vanno aiutati a ripartire, caricarli di nuovi obblighi e oneri non mi pare opportuno. Per gli albergatori il discorso è diverso

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  3. Mi sono ricordato solo ora che nell'ospedale dove lavoro da qualche anno (e quindi ben prima del CoViD19) vige la regola che il personale non vaccinato PER L'INFLUENZA durante il periodo di epidemia influenzale (stabilito in base all'incidenza dei casi, normalmente da fine novembre a metà aprile) sia OBBLIGATO A PORTARE LA MASCHERINA durante i turni di lavoro e a recare sul badge, appeso al camice, un adesivo che attesti l'avvenuta vaccinazione ...
    Per me, quindi nulla di nuovo: qualcuno ha provato a lamentarsi ma ...
    Ah dimenticavo ... lavoro in Svizzera.

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  4. Il green pass è nominativo, ma non ha foto per il riconoscimento. Quindi qualcuno
    può farsi dare il pass da un amico o parente, per entrare in un ristorante.
    Se non si controllano i documenti, il green pass non ha molto valore. Se devono controllare le forze dell'ordine, in ogni ristorante ci dovrebbe essere un agente a controllare i documenti di chi vuole entrare. Mi pare un po' esagerato.

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    1. Mi scusi ma quindi con lo stesso metro di giudizio in ogni strada dovrebbe esserci un agente di polizia a controllare patente , assicurazione e revisione. Oppure ci vorrebbe un controllore del biglietto su ogni autobus del servizio metropolitano. Se si va in ristorante col green pass falso o prestato da qualcuno ci si espone ad un rischio sapendo che c'è l' opportunità di essere scoperti . Proprio oggi ho letto che è stato già scoperta una persona che era andata in palestra col green pass di un altro individuo. Che poi io i no vax che vanno in giro col green pass falsi non li capisco proprio, se per loro è uno strumento o un simbolo di oppressione lo dovrebbero rifiutare a prescindere . È un po' come andare ad una manifestazione contro l' uso personale delle armi e poi essere beccato con una pistola in tasca

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  5. Allora, siccome non ci sono agenti per controllare a tutti patente e assicurazione, aboliamoli. Così siamo liberi e la polizia stradale viene liberata da una grade seccatura

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  6. Buongiorno, una domanda, forse stupida. Da quanto ho capito gli anticorpi contro il coronavirus decadono nel giro di alcuni mesi dalla vaccinazione o infezione. Mi chiedo: se io ho gli anticorpi perché sono vaccinato, ma sono ridotti perché trascorsi mesi dalla vaccinazione, e vengo a contatto col virus, il mio organismo dovrebbe produrne ulteriori, giusto? Sarebbe quindi come se mi ri-vaccinassi? Grazie :)

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    1. No. Se non hai un'adeguata copertura anticorpale il virus prenderebbe il sopravvento. È quello che succede normalmente, un virus ti contagia, il tuo corpo inizia a produrre anticorpi ma nel frattempo hai la malattia. Con il vaccino invece il virus ti contagia, trova già gli anticorpi e non fa in tempo a causare la malattia.
      Tecnica ingegnosa, no?

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    2. Grazie. Questo mi suggerisce però la necessità di richiami periodici per tenere adeguata la risposta immunitaria. Non capisco pertanto perché, almeno a leggere dai titoli dei giornali, taluni esperti come Galli ritengano superflua la terza dose. Forse dovrei chiederlo a loro.

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    3. Siamo ancora in una fase sperimentale, tempo al tempo:)

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  7. Sono pareri di esperti. Pareri, non linee guida

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