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Sicurezza pubblica: un “settembre nero” per gli accoltellamenti

Piero Innocenti il . Criminalità, Dai territori, Forze dell'Ordine, SIcurezza, Società

A peggiorare la già precaria situazione della sicurezza pubblica nel nostro paese si sono aggiunti i tanti episodi di violenza causati dall’uso spregiudicato di coltelli per compiere azioni delittuose come le rapine ma anche per risolvere banali liti.

La sensazione è che la gente, anche molti giovani, si sia incattivita e ciò possa essere ricollegabile al forte disagio economico sociale che si vive e che è destinato ad aumentare, alla perdurante pandemia da Covid che continua registrare molte vittime ogni giorno, alla guerra in Ucraina e alle ulteriori gravi minacce russe di queste ultime ore fatte dallo stesso Putin di fare ricorso a bombe atomiche “di teatro”, ossia di moderata potenza. Tutte paure che rendono incerto anche il futuro e che possono essere una concausa di forme di violenza apparentemente ingiustificabili.

Ho già scritto sul punto nei mesi scorsi ma torno a farlo dopo aver appreso da fonti attendibili del Dipartimento della Pubblica Sicurezza di circa 8mila lesioni dolose (furono oltre 16mila nel 2021) in gran parte attribuibili all’uso di coltelli e di strumenti da taglio nei primi otto mesi del 2022.

Il mese di settembre, poi, è stato quello particolarmente “nero” sul punto come testimoniato dai ripetuti episodi di cronaca rimasti confinati nelle singole realtà dell’informazione locale.

Così, in attesa che si inaspriscano le pene per chi porta, senza giustificato motivo fuori della propria abitazione, coltelli et similia, gli ultimi fatti vedono un ucraino, a Cremona, indagato dalla Polizia perché durante un controllo su strada è stato trovato in possesso di due coltelli, uno a lama fissa ed uno a serramanico. A Massa Carrara, un sessantenne, pure lui straniero, viene fermato dagli agenti ed arrestato con l’accusa di spaccio e di porto di un coltello. Un marocchino, a Rimini, furioso perché un passante gli aveva rifiutato una sigaretta, ha estratto un coltello minacciandolo di morte.

E ancora a Torino, un paio di malviventi armati di coltello hanno rapinato l’incasso di una sala giochi. A Latina, durante una lite all’interno di un bar, un cinquantunenne sferra due coltellate ad un uomo ferendolo ad una scapola e all’addome. A Foligno (Perugia) un uomo si presenta al pronto soccorso dell’ospedale armato di coltello e per questo verrà denunciato dagli agenti di polizia. A Pordenone, in una rissa fra minorenni, un marocchino viene ferito da un fendente ad una spalla. Gravissimo il fatto accaduto a Milano dove un ragazzo ha ricevuto otto coltellate da un ventiquattrenne intenzionato a rubargli il monopattino.

Inoltre, a Brindisi un minorenne viene denunciato dai poliziotti perché trovato a spasso con un coltello a serramanico con una lama di quindici centimetri. A Chieti un giovane viene accoltellato al petto durante una lite in strada. Ancora le zone intorno alle stazioni ferroviarie teatro di violenze; a Milano due nordafricani accoltellati, a Roma, alla stazione Termini, una lite tra stranieri ubriachi degenera in rapina ed uno rimane ferito alla spalla. A Siena due rider stranieri si prendono a botte ed un egiziano resta ferito da una coltellata che causa solo ferite lievi. A Messina, un uomo ed una donna trovati rispettivamente a spasso con un coltello ed un paio di forbici vengono denunciati in stato di libertà dai poliziotti e la stessa denuncia viene fatta a Senigallia (Ancona) nei confronti di tre ragazzi trovati con i coltelli.

Analoghi episodi si sono verificati a Foggia, a Trento, Torino, Reggio Emilia, Ancona, Bolzano, Cassino, Lodi, Firenze, Roma, Bologna, Venezia, Imperia.

Sarebbe quanto mai necessario inasprire le sanzioni penali riguardanti il porto fuori della propria abitazione, senza giustificato motivo, di strumenti da punta o da taglio modificando l’art. 4 della L. 110/75 che punisce il contravventore con l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da 1000 a 10.000 euro.

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Sicurezza pubblica: la “legge del coltello facile”

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